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Tour assessori regionali nel riminese: "Non bisogna far morire i piccoli comuni"

Le richieste del presidente della Provincia Santi all'amministrazione regionale

Attualità San Clemente | 15:39 - 07 Agosto 2020 La visita degli assessori Priolo e Calvano è proseguita a San Clemente e alle grotte di Onferno La visita degli assessori Priolo e Calvano è proseguita a San Clemente e alle grotte di Onferno.

La visita degli assessori regionali Paolo Calvano e Irene Priolo, dopo Verucchio, è proseguita a San Clemente, per concludersi infine alle grotte di Onferno. In Valconca la delegazione della Regione, accompagnata dal presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi, ha incontrato i sindaci dei Comuni dell’Unione. Si è parlato di investimenti e di sviluppo delle aree collinari della provincia, di come dare pari opportunità a tutto il territorio provinciale e come dare risposta alle difficoltà che incontrano soprattutto i Comuni minori della fascia intermedia del territorio, che non rientrano nella fascia costiera e nemmeno in quella montana Importante l’iniezione di risorse da parte della Regione per un piano straordinario di investimenti, ma quello che serve in particolare sono risposte e misure strutturali che consentano una programmazione e l’impostazione di un progetto strategico di qualificazione e di sviluppo per togliere queste aree dalla marginalità e renderle attrattive per i giovani.

La visita si è conclusa alle Grotte di Onferno dove si è parlato di parchi naturali e macroaree. Il Presidente Santi ha invitato i rappresentanti della Regione a visitare la Riserva Naturale Orientata e le Grotte di Onferno, una particolarità del nostro territorio che non sempre viene apprezzata come meriterebbe, anche perché poco conosciuta.
Una Riserva Naturale integrata nella Provincia turistica per eccellenza, un’oasi di verde e di natura, di flora e di fauna che impreziosiscono il territorio. Un patrimonio che richiede di essere curato, mentre i tagli operati negli ultimi anni dalla Regione e dal Governo non rendono possibili gli interventi di manutenzione necessari per evitarne l’impoverimento e il depauperamento.

Il presidente Santi ha fatto quindi presente «la necessità di chiarire le competenze che nel frattempo sono transitate dalla Provincia alla Regione e che vengono esercitate dagli Enti Macroarea, che gestiscono la biodiversità senza una autonomia finanziaria e con risorse inadeguate.  Questa situazione con la suddivisione del territorio in macroaree penalizza i parchi naturali, come la riserva di Onferno, che si ritrovano a non avere le risorse necessarie per la manutenzione, attività indispensabile affinché la riserva continui ad essere il patrimonio naturale che si vuole tutelare. La realtà è che la macroarea non coincide con l’ambito ottimale».

Gli obiettivi indicati dal presidente Santi sono quindi la riforma della Legge 13/2015 sul riordino delle funzioni fra enti locali e Regione, la riforma della legge sui parchi, la ridefinizione degli ambiti territoriali e un adeguamento di risorse per la gestione delle Riserve Naturali

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE SANTI. «Alla Regione Emilia-Romagna ho chiesto provvedimenti normativi che abbiano carattere strutturale. Io penso che sia soprattutto questo, insieme certamente a risorse congrue, ciò di cui abbiamo più bisogno. Il tema fondamentale è quello della perequazione: lo sviluppo del territorio nel suo complesso e il benessere dell’intera comunità provinciale necessitano di un quadro normativo che preveda forme di perequazione territoriale, anche e soprattutto finanziaria, perché è evidente che il confronto fra i Comuni interessati dalle principali scelte di sviluppo urbanistico e quelli con territori più fragili e con potenzialità di sviluppo essenzialmente nella direzione della valorizzazione ambientale, che è però patrimonio di tutta la provincia, deve prevedere forme di perequazione economica dirette e indirette, in modo che quei Comuni che non hanno quote di espansione edilizia possano beneficiare di finanziamenti o di sconti sui servizi (per esempio nel Tpl). Altrimenti il risultato sarà quello di far morire quei territori che dovrebbero invece essere lo scenario da tutelare e conservare per la sua bellezza naturale».