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AUDIO Il Rimini Calcio riparte da Tamai e Mastronicola: "al lavoro per la rosa. Pronti in caso di C"

Il ds biancorosso:"Individuati profili interessanti anche nella nostra Berretti"

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Sport Rimini | 11:40 - 07 Agosto 2020 Da sinistra: il ds Pietro Tamai, l'addetto stampa Giuseppe Meluzzi, l'allenatore Alessandro Mastronicola Da sinistra: il ds Pietro Tamai, l'addetto stampa Giuseppe Meluzzi, l'allenatore Alessandro Mastronicola.

di Riccardo Giannini e Francesca Valente

Il nuovo Rimini riparte da due volti noti: l'allenatore Alessandro Mastronicola e il direttore sportivo Pietro Tamai, presentati oggi (venerdì 7 agosto) nella sede di via XX Settembre. Si è parlato subito del budget messo ad disposizione per il prossimo campionato di Serie D, che non è stato ancora definito nella sua interezza. Ma Tamai (infortunatosi al braccio in una caduta, n.d.r.) ha voluto rassicurare subito la piazza sulla competitività del prossimo Rimini: sono già stati individuati, tra gli over e gli under, profili che possano far parte della rosa.  Si cercano giocatori forti, in grado di fare entrambe le categorie (C e D), anche in previsione di una promozione nella prossima stagione. Il Rimini dunque non farà un campionato di "galleggiamento" nella quarta serie, ma punterà alla vittoria. E in rosa ci saranno anche alcuni giovani del vivaio biancorosso, come evidenziato dal nuovo ds: «Abbiamo individuato profili interessanti nella nostra Berretti, secondo noi possono far parte di una rosa potenzialmente importante per la categoria». Dubbi sulla presenza di Arlotti, giocatore che la nuova dirigenza vorrebbe trattenere: «E' una scelta libera del giocatore», che è svincolato dopo la retrocessione in D. Il Rimini è comunque pronto anche in caso di ripescaggio: «Se cambiano le cose, ci adoperemo per fare il salto», ha spiegato Tamai. E' stata accantonata l'idea del ritiro a Sant'Agata Feltria. I biancorossi svolgeranno così la preparazione allo stadio Romeo Neri. 

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI. Il nuovo allenatore, Mastronicola, ha raccontato le ultime febbrili ore: «Mercoledì ho ricevuto la chiamata da Pietro, non avevo idea del motivo. Ieri mattina (giovedì 6 agosto) ci siamo già trovati a parlare del Rimini, abbiamo definito la partenza di questo inizio di avventura insieme». Tutto definito in poche ore. Tamai ha precisato: «Alessandro non aveva preso impegni ufficiali», in riferimento alla polemica sorta con la Savignanese, l'ultima squadra allenata da Mastronicola. Sulla squadra del prossimo anno il tecnico ha le idee chiare: «ho giocato sempre con il 3-5-2, ho preparato una lista di giocatori che possono andare bene per questo schema. Poi dipende sempre da chi riesci a portare, per questo non sono focalizzato su uno schema solo. Mi aiuteranno anche gli stessi giocatori a scegliere». Sulle difficoltà che potrebbe incontare il nuovo Rimini, reduce da una stagione travagliata, conclusa con la retrocessione a tavolino, ma anche da complicate trattative in sede di cessione da parte dell'ex patron Grassi, Mastronicola e Tamai hanno le idee chiare. Spiega l'allenatore: «Il Rimini è diventato piazza ancora più difficile del passato, e questo fatto è legato purtroppo alle vicende in campo e alle vicende societarie. Non sono preoccupato, altrimenti non avrei accettato». Determinato anche Tamai: «Parlerà il campo per me, sia io sia Alessandro ce la metteremo tutta, l'impegno sarà massimo e le risorse che servono le andremo a trovare. Se ci manca un centimetro ne faremo due. È importante che siamo entrambi di qui e vivere la città è un valore aggiunto, per darle la squadra che merita». 
Pietro Tamai ha ringraziato il presidente Rota e il dg Sammarco, ma ha voluto rassicurare i tifosi, perplessi sulla scelta del neo proprietario di non aver (per ora) trovato un accordo con Lucio Paesani:«Noi eravamo spettatori come voi, da oggi la situazione cambia e ci sono già piccole sicurezze in più, c'è volontà di fare bene». Mastronicola non fa appelli, ma ribadisce la sua volontà di dare il massimo per il nuovo Rimini: «da tifoso ho seguito le difficoltà e la confusione (se così è realmente). Non mi interessano le ragioni di queste polemiche, sono cose che saranno definite su altri livelli. Appelli non ne faccio perché ne sono stati fatti troppi, sono stato in campo e fuori, mi metto a lavorare, so fare solo quello»

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