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Botte tra ragazzini e clienti di un hotel, Rimini Nord chiede più sicurezza

L'associazione Quartiere 5 raccoglie lo sfogo di un gestore di un bar, la zona nord ha bisogno di più controlli

Attualità Rimini | 08:31 - 05 Agosto 2020 Immagine di repertorio Immagine di repertorio.

”Non si vede una pattuglia passare sul lungomare alla sera, né di vigili né di carabinieri o polizia. Ieri ho dovuto dividere una banda di ragazzini che si picchiavano con i clienti di un hotel noto per avere una gestione al limite delle legalità e che ospita quotidianamente prostitute, papponi e spacciatori. Siamo soli e impotenti, le autorità ci hanno abbandonato.” L'amaro sfogo di un gestore di un bar di Rimini Nord è stato raccolto dall'Associazione Quartiere 5. Il presidente Stefano Benaglia, in una nota, racconta come anche la zona nord di Rimini necessiti di controlli approfonditi contro la micro criminalità, l'abusivismo commerciale, il lavoro in nero. Benaglia ricorda come, durante il lockdown, si sentiva forte la presenza dei controlli delle Forze dell'Ordine e la percezione di sicurezza scoraggiava i comportamenti delinquenziali. La richiesta dell'associazione, che si fa portavoce dei residenti della zona, è di un maggiore controllo, soprattutto notturno. Verrà anche chiesto un incontro con Questore e Prefetto per esporre la situazione.

Di seguito la nota stampa dell'associazione Quartiere 5


Oggi viviamo in un mondo dove i nostri figli sono educati dai social e dai videogiochi, dove la funzione educatrice sembrerebbe non più gestibile da parte di genitori poiché il divertimento consumistico della società è più forte del concetto di famiglia e di comunità. La mancanza di punti di riferimento sociali a sostegno di questi ragazzi li porta sempre più frequentemente a formare le così dette “baby gang”, che trovano terreno fertile nei quartieri lontani e periferici, non solo nelle grandi città ma anche nella nostra Rimini. 
La questione dell'ordine pubblico e della sicurezza per la nostra città è sempre stata una nota dolente, soprattutto d'estate. E’ da sottolineare che, storicamente, i rinforzi delle forze dell’ordine non sono mai stati sufficienti a fronteggiare l’abusivismo commerciale, il lavoro in nero, la micro criminalità che hanno sempre trovato terreno fertile nel nostro territorio. Negli ultimi anni dobbiamo sottolineare come le gestioni opache di alcuni alberghi abbiano aumentato l’arrivo di persone che non vengono in riviera per fare una vacanza, ma bensì per delinquere, amplificando un fenomeno già diffuso negli anni precedenti.
C’è però da valutare un aspetto nuovo: tutti noi abbiamo vissuto una quarantena che ci ha permesso di capire quanto in realtà possano fare le forze dell'ordine per prevenire i crimini, poiché le “regole di ingaggio” durante il lockdown erano chiare: cercare e sanzionare chi non rispettava le regole. Essere consapevoli della presenza delle forze dell’ordine con l’ausilio di mezzi tecnologici come i droni aiuta ad alzare la percezione di sicurezza, scoraggiando i comportamenti delinquenziali.
La gran parte dei reati avviene di notte, per questo sarebbe giusto avere un potenziamento del servizio notturno, cosa che non accade per tutte le forze dell’ordine
Pochi giorni fa abbiamo incontrato un gestore di un bar a Rimini Nord, il quale ci ha fatto questa dichiarazione, che ci ha colpito molto e che vogliamo riportare:
Non si vede una pattuglia passare sul lungomare alla sera, né di vigili né di carabinieri o polizia. Ieri ho dovuto dividere una banda di ragazzini che si picchiavano con i clienti di un hotel noto per avere una gestione al limite delle legalità e che ospita quotidianamente prostitute, papponi e spacciatori. Siamo soli e impotenti, le autorità ci hanno abbandonato.”
Non possiamo lasciare il nostro territorio, che tanto sta investendo per riqualificarsi, in mano a soggetti che costringono i cittadini a vivere nella paura e fanno scappare i turisti.
Siamo per tanto a richiedere al Questore e al Prefetto una riorganizzazione del controllo del territorio e un incontro con la nostra associazione Quartiere 5 per poter esporre le nostre istanze.
Crediamo che la percezione della sicurezza sia dettata dal controllo del territorio e non dalla diminuzione delle denunce poiché, come ben sappiamo, i cittadini che hanno paura tendono a non denunciare perché hanno il timore di rappresaglie future.