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La Vela Illuminata arriva a Mondaino con "Un re allo sbando"

Proseguono gli appuntamenti con il cinema all'aperto, mercoledì 5 in piazza Maggiore a Mondaino

Eventi Mondaino | 11:20 - 04 Agosto 2020 Una scena di "Un re allo sbando" Una scena di "Un re allo sbando".

La Vela Illuminata, la rassegna itinerante cinematografica organizzata da Notorius Rimini Cineclub con il contributo di Regione Emilia Romagna, Coop Alleanza 3.0 e dei Comuni partecipanti all’iniziativa, prosegue nell’estate 2020 in diverse piazze della Provincia di Rimini, con un ricco programma di proiezioni all’aperto ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili (inizio alle ore 21.15), aperte ogni sera da un cortometraggio d’animazione selezionato dal Festival Cartoon Club di Rimini. In caso di maltempo le proiezioni si tengono al coperto laddove è possibile. Saranno osservati tutti i protocolli sanitari richiesti, con il distanziamento delle sedute (1 metro tra uno spettatore e l’altro), presenza di flaconi di gel disinfettante all’entrata dell’area predisposta per la proiezione ed obbligo di mascherina per accedere all’area di proiezione (una volta al posto la mascherina va rimossa per seguire la proiezione in tutta tranquillità).

Mercoledì 5 agosto la Vela fa tappa a Mondaino in piazza Maggiore con il film "Un re allo sbando" di Peter Brosens e Jessica Woodworth con Peter Van den Begin, Bruno Georis e Lucie Debay. Nicolas III è un re claudicante, ingabbiato in regole di protocollo troppo rigide, un legnoso burattino dal corpo ingombrante che non ha contatti col mondo se non attraverso visite istituzionali. Non è un caso che la prima scena di Un re allo sbando sia un’inquadratura leggermente fuori asse: in pochi secondi i due registi belgi mostrano l’instabilità del potere politico, la formalità di un mondo distante dalle preoccupazioni quotidiane, l’incapacità di conservare un potere sovrano nei tempi della mondializzazione. Per tutti i successivi 95 minuti, il film tenta poi di ripristinare le giuste coordinate spaziali di quella prima, inaugurale inquadratura e lo fa tramite la boriosa messa in scena della fuga del re e del suo variopinto staff. Tra il Bolero di Ravel e L’inno alla gioia di Beethoven (cantato rigorosamente in bulgaro), il ritorno in patria si trasforma prevedibilmente in un road movie, per di più molto controllato e trattenuto da incontri e siparietti dove la riscoperta dell’umanità del re, vero e dichiarato obiettivo del mockumentary, non può che emergere con fin troppa chiarezza. Tuttavia, Un re allo sbando ha il pregio di rappresentare il grottesco nella meccanica di potere. Un re senza regno, incapace di scrivere un discorso riappacificatorio, allampanato e impotente di fronte agli eventi è la perfetta espressione di un sovrano “ubuesco”, ridicolo e apparentemente ignobile.