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Sindaco Tosi scrive al Premier Conte: "Annullate eventi settimana rosa a Riccione"

Mossa del primo cittadino della Perla Verde: "Chiudete la stazione ferroviaria"

Attualità Riccione | 17:21 - 03 Agosto 2020 Renata Tosi sindaco di Riccione Renata Tosi sindaco di Riccione.

Chiede di annullare gli eventi della settimana rosa (3-9 agosto) nel suo Comune, Riccione, ma anche di chiudere, il prossimo weekend, la stazione ferroviaria. Il sindaco della Perla Verde, Renata Tosi, ha scritto al presidente del consiglio Giuseppe Conte, al ministro della salute Roberto Speranza, al prefetto di Rimini Forlenza, al presidente della regione Bonaccini per rinnovare la sua richiesta. "La Settimana Rosa - si legge nella lettera - mette a dura prova la nostra città in particolar modo nel weekend dell'8 e 9 agosto prossimi, che se si dovesse ripresentare la situazione dello scorso anno, vedrebbe l'arrivo di oltre 40 mila persone nella nostra stazione". Una situazione già largamente e pubblicamente descritta dal sindaco Tosi alle istituzioni locali alle quali è stato più volte chiesto la sospensione della manifestazione. Al premier Conte e al ministro Speranza, l'amministrazione comunale chiede l'adozione di "ogni misura al fine della tutela della Salute Pubblica e dell’Ordine Pubblico nel Territorio del Comune di Riccione", quindi la chiusura temporanea della Stazione di Riccione e "un programma di rinforzi di Protezione Civile per garantire la serenità nello svolgimento della predetta manifestazione nel rispetto delle norme anti Covid-19 e a tutela della salute pubblica".  

Tempo mezz'ora che era già arrivato il commento del comitato Trasporti romagnoli: «Questa polemica ha evidenziato una gravissima mancanza di cultura istituzionale da parte del primo cittadino riccionese. La polemica non è di natura politica quanto di tipo pratico-istituzionale: le reiterate richieste della sindaca Renata Tosi di abolire le fermate del TPL a Riccione mostrano, o almeno alimentano il sospetto, che il primo cittadino ignori la natura di servizio pubblico essenziale. Il servizio non può essere abolito, qualsiasi sia il motivo o il pericolo in atto o potenziale, per ordinanza o per decreto. Non può un sindaco, emblema della coesione civile sul territorio, impedire ai propri cittadini di usufruire liberamente di un servizio essenziale mettendo in pericolo quelli che sono i diritti e le libertà garantite dalla nostra carta costituzionale. Il trasporto pubblico non si è fermato durante il lockdown, pur andando incontro ad una riduzione di corse atta a tutelare le finanze di aziende gestori ed Enti locali, non si fermò nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale, sebbene Rimini e Riccione fossero ormai deserte e sfollate altrove, se non di fronte all’impraticabilità materiale delle strade dovuta ai bombardamenti, pur sapendo che in gioco era l’incolumità di uomini e mezzi. Non può un sindaco pensare di interrompere il servizio di trasporto pubblico in base ad una supposta incapacità dell’ente o delle forze dell’ordine a governare flussi di persone; non può la sindaca di Riccione pensare di precludere un diritto fondamentale sulla base di pericoli tutti da dimostrare. L'invito è dunque quello di riflettere prima di proporre così drastiche soluzioni: muoversi con i mezzi pubblici è un diritto che non può certo un sindaco pensare di cancellare».