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Fieri, dubbi della Lega: "Fusione Emilia Romagna per annegare perdite"

Emiliano Occhi: "A Parma ottima gestione, le altre società non so..."

Attualità Emilia Romagna | 13:26 - 28 Luglio 2020 Fiera di Rimini Fiera di Rimini.

La fusione delle Fiere dell'Emilia-Romagna rischia di essere un modo per "annegare le perdite" delle societa' che vanno male all'interno dei bilanci degli enti con "ottimi risultati", come "le Fiere di Parma". A insinuare il dubbio e' il consigliere regionale della Lega Emiliano Occhi, questa mattina in Assemblea legislativa durante il dibattito sul rendiconto 2019 della Regione. "Le Fiere di Parma hanno ottimi risultati- sottolinea Occhi- e negli ultimi anni hanno visto un'ottima gestione e un miglioramento delle performance. Cosa che forse non si puo' dire per gli altri due enti", ovvero le Fiere di Bologna e Rimini, coinvolte nel progetto di fusione. Dunque, afferma l'esponente del Carroccio, "non vorremmo che dietro questa aggregazione ci sia la volonta' di annegare o condividere le perdite con gli enti che funzionano bene. Perche' in questo caso l'aggregazione non sarebbe imposta dal mercato, ma sarebbe piu' dettata dalla volonta' di aiutare societa' che vanno male". Occhi ricorda anche i rilievi sollevati sull'operazione da parte della Corte dei Conti, che nel giudizio di parifica del rendiconto 2019 ha messo in guardia la Regione sulla svalutazione della quota pubblica nelle Fiere a seguito del progetto di fusione. Critico sulla gestione delle partecipate e' anche il capogruppo Fdi, Marco Lisei, che a sua volta cita le segnalazioni dei giudici contabili. E afferma: "Sulle partecipate ci vuole grandissima attenzione. La situazione debitoria e' preoccupante, perche' ad oggi la Regione non conosce la posizione debitoria e creditoria di molte societa'. Non siamo in condizioni di stabilire i rapporti di societa' come l'aeroporto, l'agenzia di protezione civile, Tper, Arpae, Arter, Aipo: parliamo di milioni di euro", segnala Lisei.