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Pennabilli: versa un acconto di 3mila euro ma è solo una truffa

Imprenditrice trova online un macchinario agricolo ad un buon prezzo. Il venditore sparisce, ma viene individuato e denunciato

Cronaca Novafeltria | 13:37 - 27 Luglio 2020 Carabinieri di Novafeltria, scoperta truffa telematica Carabinieri di Novafeltria, scoperta truffa telematica.

E’ finito nei guai per aver truffato una imprenditrice di Pennabilli, titolare di un’attività di rivendita di macchine agricole: i carabinieri di Novafeltria hanno denunciato un 34enne, di origini senegalesi. L’uomo era riuscito a carpire in rete, in maniera del tutto illecita, i dati della donna che, ignara, aveva ordinato nei primi giorni di maggio alcuni macchinari da una società perugina. Non ha perso tempo il truffatore e ha mandato una mail con le coordinate bancarie e l’importo del bonifico, 3000 euro, quale acconto, da versare in giornata, così come ha fatto l’imprenditrice. Dopo alcuni giorni però è stata contattata dall’azienda di Perugia per il sollecito del pagamento, lasciandola basita e incredula. La donna ha scoperto di esser stata vittima di una truffa e si è rivolta ai carabinieri che, dopo una laboriosa attività di indagine durata quasi tre mesi, sono risaliti al 34enne senegalese, residente nel padovano, che aveva al sua attivo altre truffe del genere. Quindi è scattata la denuncia, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rimini, per truffa telematica.


COME EVITARE LE TRUFFE: I CONSIGLI DEI CARABINIERI

L’Arma di Novafeltria invita gli utenti a prestare la massima attenzione al trattamento riservato dei dati personali sul Web e specialmente per chi ha un’attività commerciale, prestare la massima attenzione quando si da il consenso alla trattazione dei dati personali, in quanto sono sempre in agguato i cyber-truffatori. Alcuni di loro, infatti, utilizzano il cosiddetto “phishing, ossia un'attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale. Il truffatore effettua un invio massivo di messaggi di posta elettronica che imitano, nell'aspetto e nel contenuto, messaggi legittimi di fornitori di servizi che richiedono di fornire informazioni riservate come, ad esempio, il numero della carta di credito o la password per accedere ad un determinato servizio. A questo punto il gioco è fatto, infatti il phisher utilizza questi dati per acquistare beni, trasferire somme di denaro o anche solo come "ponte" per ulteriori attacchi.