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Operazione Darknet anti camorra in riviera, Pasquale Coppola si dichiara del tutto innocente

Fra gli indagati anche un ospite di una casa popolare dal 2002. Acer RImini "Siamo s"

Cronaca Cattolica | 15:31 - 23 Luglio 2020 Foto da internet Foto da internet.

Il suo nome è finito al centro delle indagini della corposa operazione Darknet condotta da Guardia di finanza e Gico tanto che nei suoi confronti è stata disposta la misura cautelare personale degli arresti domiciliari, ma da quelle accuse si è chiamato fuori fin da subito. Ora che il nome di Pasquale Coppola è diventato di pubblico dominio e che molti hanno iniziato a prendere in modo più o meno aperto le sue difese - o accuse -, da parte degli avvocati difensori Massimiliano Giacumbo e Francesco Pisciotti arriva una dichiarazione a nome del commercialista marchigiano, che si dichiara la sua «totale estraneità ai fatti contestati. Coppola si dichiara apertamente innocente e auspica che l’autorità giudiziaria faccia al più presto luce sulla vicenda. Iscritto all’albo dei ragionieri commercialisti dal 1989 e all’albo dei dottori commercialisti dal 1993, persona nota e stimata, ha avuto contatti solo con tre soggetti - indagati, ndc - per ragioni professionali, di cui non conosceva certo le intenzioni, il passato o le frequentazioni, non avendo mai avuto modo di immaginare le implicazioni o I collegamenti con ambienti malavitosi».


Uno degli indagati da 18 anni in un alloggio popolare


Riportando lo sguardo all'operazione nella sua interezza, c'è un altro elemento che emerge attraverso una lettera firmata a due mani da Patrizia Pesci, assessora ai servizi socio-sanitari del Comune di Cattolica, e da Riccardo Fabbri, presidente Acer Rimini: «Uno dei principali protagonisti della vicenda criminale è assegnatario dal  2002 di una casa popolare, forte di uno status familiare di nullatenente confermato dalla certificazione ISEE. Quella che è stata definita dai media “una copertura” è la fotografia di un altro crimine di tipo sociale, che ha sottratto una risorsa fondamentale a una famiglia bisognosa e “per bene” che attende, con immaginabile fatica, che  la propria posizione in graduatoria possa finalmente tradursi nel poter accedere alla casa popolare». Questo non fa che dimostrare che «la camorra, al pari delle altre organizzazioni mafiose, è  nient’altro che  predazione e  utilizzo dei soggetti più deboli della società». Il Comune e Acer avvieranno tutte le azioni legali necessarie al recupero dei benefici economici indebiti goduti dalla famiglia assegnataria coinvolta.