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Mamma-medico di Perugia contro la Notte Rosa invita la sindaca di Riccione a ripensarci

La paura è che possa diventare veicolo di diffusione del coronavirus. Si chiede "Era necessaria?"

Attualità Riccione | 14:58 - 23 Luglio 2020 Foto da internet Foto da internet.

«Non oso immaginare cosa accadrà durante la Settimana Rosa, quando ragazzi da tutta Italia si saranno dati appuntamento a Riccione, non esattamente con l'intento di stare a debita distanza gli uni dagli altri». Lo scrive una mamma e medico ospedaliero di Perugia alla sindaca di Riccione Renata Tosi, circa l'appuntamento programmato per la prima settimana di agosto lungo tutta la Riviera.

«Mi chiamo Elena Sabatini, anestesista dell'ospedale di Perugia e le scrivo in merito alla Settimana Rosa. Lei è responsabile della salute pubblica dei suoi cittadini, ma in questo caso anche dei cittadini di tutta Italia, perché quei ragazzi che parteciperanno agli assembramenti poi torneranno nelle loro città e quasi sempre asintomatici dopo un mese torneranno a scuola, dove il virus potrà diffondersi senza difficoltà. Permettere una manifestazione di questo genere è una grande, pesantissima responsabilità per chi deve tutelare ed è responsabile anche penalmente della salute pubblica. Spero che quello che sta accadendo in Spagna e in altre parti del mondo possa essere di monito, qualora non bastasse quello che abbiamo vissuto direttamente a marzo e aprile, e induca ad un ripensamento riguardo l'opportunità di svolgere in questa fase delicata una festa che farà convergere a Riccione ragazzi da tutta Italia». 

La donna scrive a Tosi perché è stata a Riccione la scorsa settimana e ha visto che le regole in generale vengono rispettate in città: «Sono una madre di un figlio adolescente e immagino quanta responsabilità abbiate voi come amministratori. Visto il periodo che abbiamo vissuto però mi chiedo: non si poteva aspettare e rimandare la manifestazione all'estate del prossimo anno?».