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San Marino contro il revenge porn, depositato un progetto di legge a firma Bugli e Mina

Il codice penale non contiene un reato per l'illecito. Fenomeno in continua crescita

Attualità Repubblica San Marino | 14:13 - 23 Luglio 2020 I consiglieri del Pdcs Lorenzo Bugli e Alice Mina che hanno depositato il progetto di legge I consiglieri del Pdcs Lorenzo Bugli e Alice Mina che hanno depositato il progetto di legge.

San Marino scende in campo per contrastare il revenge porn, la pubblicazione o minaccia di pubblicazione, anche a scopo estorsivo, di fotografie o video che mostrano persone impegnate in attività sessuali o in pose sessualmente esplicite senza l'intenzione di renderle pubbliche.

Per offrire una risposta concreta alle potenziali vittime (nella maggior parte dei casi donne) di questo crimine, i consiglieri del Pdcs Lorenzo Bugli e Alice Mina hanno depositato in queste ore un progetto di legge che mira al riconoscimento e all'inserimento all'interno del codice penale sammarinese del reato.

Il progetto è frutto di un lavoro accorato da parte del gruppo dei Gdc (Giovani Democratico Cristiani), movimento giovanile del Pdcs. Obiettivo è colmare una lacuna del codice penale della piccola repubblica, anche in relazione alla crescente diffusione del fenomeno connessa soprattutto alla presenza sempre più massiccia delle nuove tecnologie.

Il disegno di legge mira a punire gli autori di questi comportamenti, annoverando tra gli stessi non solo chi pubblica immagini o video privati aventi questo contenuto, ma anche chi li diffonde, prevedendo delle ipotesi attenuanti in ragione del rapporto esistente tra autore e vittima e della qualità del soggetto.

Gli autori e i diffusori di foto e video rischieranno una pena consistente nella reclusione da 6 mesi a 2 anni e in una sanzione da 4mila fino a 10mila euro. Previste attenuanti nel caso in cui il reo abbia diffuso il materiale (senza averlo direttamente realizzato), mentre viene introdotta una aggravante nel caso in cui le persone coinvolte siano coniugi (o ex coniugi) o comunque tra loro legati da rapporti di affetto o ancora nel caso in cui la vittima del 'revenge porn' sia una persona in condizioni di inferiorità fisica e psichica o donne in gravidanza. La pena della reclusione potrà essere incrementata – su discrezione del Commissario della legge nei casi più gravi – fino ad un massimo di 6 anni, con una sanzione che andrà da 5 a 12 mila euro.