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Monitoraggio delle acque costiere: la foce del Marano a Riccione unico bollino rosso

Legambiente dice "fortemente inquinata", ma il Comune smentisce: "i dati Arpae dicono altro"

Attualità Riccione | 13:40 - 22 Luglio 2020 La mappa interattiva di Legambiente con l'unico punto critico della riviera romagnola La mappa interattiva di Legambiente con l'unico punto critico della riviera romagnola.

Degli undici punti monitorati sulla costiera emiliano-romagnola solo uno risulta oltre i limiti di legge. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. Si tratta della foce del Marano di Riccione: ed è subito polemica con l'ufficio ambiente, che ha già inviato una richiesta di rettifica immediata circa i campionamenti effettuati perché «è palesemente contraddetta dalle analisi ufficiali effettuate per conto di Arpae con l'ultimo campione effettuato il 20 luglio. I bollettini ufficiali per tutti e tre i campioni di 8 e 22 giugno e 20 luglio prelevati nelle acque di balneazione della foce del torrente Marano hanno mostrato valori eccellenti addirittura al di sotto del limiti consentiti dalla legge. Tale comunicato costituisce un grave danno per il turismo e l'economia in generale del nostro territorio».

La sintesi scattata lungo le coste della nostra regione da un team di tecnici e volontari di Goletta Verde fa parte della storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. Il monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari, anche in base alle segnalazioni dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Il monitoraggio delle acque in Emilia Romagna è stato eseguito dal 6 all'8 luglio scorsi da volontari e volontarie dell'associazione.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

In Emilia Romagna sono stati cinque i punti monitorati dalla Goletta Verde in provincia di Rimini. Il punto sulla foce del torrente Marano, nel comune di Riccione, è stato giudicato “fortemente inquinato” sul quale sono stati presentati esposti e sono state fatte diverse segnalazioni nel corso degli anni, anche dalla stessa Legambiente E-R. Entro i limiti gli altri quattro punti indagati in provincia: si tratta del punto sulla spiaggia a sud della foce dell'Uso, tra i territori comunali di Bellaria e Igea Marina, della foce del Marecchia a Rimini, del punto in spiaggia a nord del Rio Melo, in località Miramare a Riccione e del punto sulla spiaggia sud, sulla foce del torrente Ventena a Cattolica.

Delle 5 spiagge campionate dai tecnici volontari e volontarie di Legambiente, in nessun lido è stato avvistato il cartello sulla qualità delle acque di balneazione, obbligatorio per legge. Nelle 6 foci monitorate, inoltre, solo in tre era presente il cartello che indica il divieto di balneazione.

Il lavoro di analisi e ricerca è stato possibile anche grazie alla partnership tecnica in Emilia Romagna con il laboratorio Tentamus – Agriparadigma di Ravenna. Il dato della foce del torrente Marano è un campanello di allarme da non sottovalutare per affrontare al meglio il proseguimento della stagione che vedrà probabilmente crescere notevolmente le presenze turistiche sulla costa.

Durante una conferenza stampa nella quale sono stati presentati questi e altri dati, l’ira di Legambiente si sofferma ancora una volta sulle esternazioni relative all’impianto eolico offshore a largo delle coste riminesi. All'incontro di Riccione del 18 luglio l’assessore regionale alla green economy Vincenzo Colla ha parlato di scontro tra bellezza e ambiente, dimenticando la linea di urbanizzato senza soluzione di continuità che funesta il paesaggio romagnolo.

In coda sono stati premiati tre alberghi della provincia per la loro conduzione vitruosa in chiave ambientale: si tratta dell'hotel Fabrizio a Rimini di Vally Balducci che ha fatto un importante investimento in efficienza energetica sostenendo inoltre il progetto "Maldiplastica", il camping Marecchia a Pennabilli di Osvaldo Mancini che organizza uscite in bici con soste nelle case degli anziani delle comunità toccate per spuntini con pitti/prodotti tradizionali e racconto delle storie/leggende locali e il b&b SassoErminia di Secchiano di Andrea Zanzini ricavato dal recupero di un vecchio casale in chiave sostenibile con i titolari impegnati in diversi progetti etici sul territorio.