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VIDEO Rimini, spaccio internazionale tra Italia, Albania e Colombia: 23 arresti, un minore coinvolto

Un chimico colombiano doveva venire nel Riminese per sintetizzare la nuova 2C-B, la "cocaina rosa"

Cronaca Rimini | 07:28 - 22 Luglio 2020

Traffico illecito e spaccio di stupefacenti, uso di armi e coinvolgimento di un minore. Sono venti le persone destinatarie di altrettante ordinanze di custodia cautelare tra Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria e Marche nell'operazione "Riviera" condotta dai c carabinieri del Ros in collaborazione con i colleghi del territorio. L'operazione è in corso dall'alba di mercoledì 22 luglio. In carcere anche tre persone in Albania, che fanno parte dello stesso sodalizio criminale: il boss del gruppo cittadino stando alle parole degli inquirenti conduceva una vita da normale padre di famiglia, viveva a Rimini e gestiva un'attività di facciata per la vendita online di automobili. È stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili e dell'impresa individuale con sei atuovetture per circa 150 mila euro.

Altre 9 persone risultano indagate e sono state oggetto di perquisizioni. Le indagini sono partite nel maggio 2018 dopo una segnalazione arrivata alla Direzione Centrale dei servizi antidroga dalla polizia della Colombia. Era atteso in Italia l'arrivo di un "chimico" colombiano antagonista dei narcos che avrebbe dovuto concordare le modalità per insegnare la raffinazione dello stupefacente che sarebbe arrivato dal Sudamerica, specializzato nella realizzazione della cocaina rosada, sostanza psicoattiva ancora poco diffusa in Europa. L'uomo è stato diverse volte a Rimini dal 2018 per consulenze sulla formula della nuova sostanza, la 2C-B, ma ora si trova nel carcere di Bogotà.

È stata così scoperta una organizzazione di narcotrafficanti, prevalentemente di nazionalità albanese, molto attiva e radicata nel nostro paese. Era impegnata ad approvvigionare, gestire e smerciare lo stupefacente di vario tipo soprattutto sulla riviera romagnola e soddisfava le richieste che arrivavano dall'area riminese, soprattutto per l'approvvigionamento di cocaina ed eroina provenienti dal Sudamerica e dal Nord Europa e di marijuana da Macedonia ed Albania che veniva anche esportata in grandi quantità in Austria. Gli indagati erano inoltre perfettamente in grado di "raffinare" la droga prima di rivenderla applicando tecniche di trasformazione, per esempio, della cocaina dallo stato liquido a quello solido.

I carabinieri hanno anche trovato un fucile calibro 12 e diverse munizioni. Impegnato nelle attività illecite anche un minorenne incaricato di pesare e confezionare lo stupefacente. Inoltre il giovane doveva trovare i clienti e incassare i soldi della droga ceduta a credito.

L’amministrazione comunale «desidera rivolgere un sentito ringraziamento ai carabinieri del Ros e ai militari del comando provinciale per l’esito dell’operazione che ha permesso di smantellare una banda che tentava di radicarsi nel territorio, a tutela della sicurezza della comunità, e in particolare dei più giovani».