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Picchiato dalla boy gang sotto gli occhi della compagna incinta e degli ausiliari della municipale

L'uomo denuncia l'inazione degli agenti intervenuti "Forse sembrava una rissa banale?"

Cronaca Bellaria Igea Marina | 17:00 - 21 Luglio 2020 Foto da internet Foto da internet.

Aggredito in pieno centro a Bellaria-Igea Marina per aver ammonito un giovane che stava cercando di rubare un paio di occhiali da un negozio. Se l'è prese di santa ragione un bellariese che l'altra sera stazionava sull'uscio del negozio della compagna (in dolce attesa) mentre attorno alle 23.15 ha visto avvicinarsi un gruppo formato da una decina di ragazzini, tra cui l'aspirante autore del furto. Nel tentativo di fermarlo, l'uomo è stato aggredito in modo violento dall'intero gruppo con calci, pugni e spinte fino all'altro lato della strada, questo sotto gli occhi di diversi spettatori, «nessuno dei quali è intervenuto, nemmeno i due ausiliari della polizia municipale che hanno guardato la scena senza intervenire, forse convinti fosse una banale rissa».

Una scena che ha dell'incredibile e che viene raccontata dalla vittima in persona attraverso una nota inviata ai giornali per spiegare cosa accade quando il branco decide di attaccare, anche sotto gli occhi di chi dovrebbe vigilare sull'ordine pubblico. «L'unica persona che a cercato di sedare il tutto è stata la mia compagna incinta di 6 mesi, mentre gli ausiliari non hanno neanche chiamato i carabinieri. A distanza di poco tempo è arrivata una pattuglia della municipale non è intervenuta, il tutto mentre i ragazzi si stavano dileguando girando l'angolo della piazza. Dopo essere stato pestato, ero arrabbiato, stordito e preoccupato per il rischio corso dalla mia compagna, desideroso di giustizia, con gli aggressori a poche decine di metri. Ho inveito senza mezzi termini verso i quattro agenti sopraggiunti per non essere intervenuti e ancor peggio, per non aver chiamato i carabinieri. Mi sono sentito abbandonato e posso dire di aver ogni considerazione per le persone che indossavano quelle divise».