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Bellariva di Rimini "mal gestita", per non dire dimenticata: sfogo dei conduttori dell'hotel Amoha

Degrado e piccola criminalità stanno minando la fama della località, molto frequentata dai turisti

Attualità Rimini | 13:37 - 21 Luglio 2020 foto di repertortio foto di repertortio.

Una lettera che è anche un grido di allarme, una richiesta di aiuto accorata firmata Antonio Montemaggi e Mauro Baietta, rispettivamente proprietario e gestore dell'hotel Amoha di Bellariva a Rimini, inviata direttamente al sindaco Andrea Gnassi.  L'oggetto? «Da alcune stagioni perdiamo credibilità e presenze, ma non imputiamo questo alla Covid 19, ma alla mala gestione del territorio in cui operiamo».

Una zona delicata la loro, quella del parco Murri dove «quello che è sempre stato un degrado malamente velato e gestito è ormai il simbolo di questa parte della riviera». Lo dimostrano anche le recenti operazioni di sgombero da parte delle forze dell'ordine. Tanto che dopo la sistemazione dell'area e la creazione di un parcheggio a pagamento «pensavamo l'amministrazione avrebbe avuto cura di questo territorio così come sta facendo per le altre frazioni e località balneari». Non si parla di interventi milionari ma di cose semplici quanto basilari, «mettere in sicurezza la zona del parco antistante la chiesa di Bellariva liberandola da prostitute, magnaccia, senzatetto e gli ultimi arrivati, gli spacciatori che ormai sono i padroni della zona».

Era troppo scontato scaricare le colpe sull'emergenza sanitaria, visto che «abbiamo aperto nonostante le previsioni negative, perché siamo abituati da 60 anni a rimboccarci le maniche, a non chiedere niente, ad arrangiarci», così come hanno fatto molte altre strutture ricettive come la loro. Senza falsa modestia ma con onestà operativa «abbiamo contribuito nei decenni ad accrescere l'immagine della Rimini positiva, operosa e ospitale. Questo è testimoniato anche dalla presenza in più occasioni degli assessori riminesi che in sua vece hanno consegnato attestati di riconoscimento ai nostri clienti che da decenni ci seguono fedelmente e di conseguenza scelgono Rimini. Siamo promotori del territorio ma siamo preoccupati dal passaparola che può nascere da una situazione così esplosiva: come può una famiglia tornare se quando passeggia si sente offrire della droga? Cosa dirà se quando è andata verso il mare è passata dove i senzatetto pisciano o bevono l'ennesima birra e lanciano a terra il vuoto che si rompe e si ammucchia? Ogni sera dobbiamo chiamare le forze dell'ordine perchè qui è una guerra continua, urla tutta la notte, botte tra ubriachi, spacciatori che fermano la gente anche con i bambini piccoli, urlano e spaventano le famiglie e creano una situazione di disagio che sembra del tutto fuori controllo. La cosa peggiore è il fatto che il Comune lasci il controllo di questa situazione a noi operatori della zona e solo quando viene tempestata di telefonate la polizia arriva, la pattuglia si limita a controllare e poi rientra senza poter fare nulla. Abbiamo bisogno di una pattuglia che stazioni davanti alla chiesa dei Frati a tutela dei nostri turisti.  La cosa non riguarda solo noi ma tutte le attività di questa zona, altri alberghi, negozi, ristoranti, bar.  I turisti rientrano la sera e chiedono a noi che non possiamo fare nulla per risolvere questa situazione».

Da tutte queste difficoltà è emersa anche una decisione: «Dopo 60 anni anni di attività stiamo cercando di spostarci di Comune, perché una città amministrata in questo modo non merita operatori sani e meritevoli che si danno da fare. Ci auguriamo di non dover cercare trasmissioni televisive di costume per denunciare quanto accade qui, visto che l'immagine che ne deriverebbe della città non sarebbe affatto lusinghiera e che danneggerebbe alquanto la già precaria stagione estiva. Anche se per noi di Bellariva non cambierebbe molto, visto il cinema che ogni sera dobbiamo sopportare, la rabbia crescente tra la gente e  il pericolo costante».