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VIDEO Blitz anti camorra con base nel riminese, sequestrate 17 aziende per 30 milioni

Operazione della Guardia di Finanza, nove misure cautelari scattate all'alba

Cronaca Rimini | 11:47 - 21 Luglio 2020

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, con la collaborazione del G.I.C.O. di Bologna e dei colleghi di altri 14 Comandi Provinciali, hanno dato l’avvio dall’alba di oggi (martedì 21 luglio) ad una vasta operazione di polizia “Darknet, in Emilia Romagna ed in contemporanea nelle regioni Campania, Calabria, Lazio, Lombardia, Marche, Basilicata e Piemonte, che ha disarticolato un’associazione criminale di matrice camorristica; con base nella Bassa Romagna – in particolare a Cattolica, ma con ramificazioni e interessi economici anche in altre Province (Avellino, Napoli, Salerno, Potenza, Matera, Pesaro-Urbino, Forlì-Cesena, Parma, Torino, Milano), con al vertice personaggi legati al clan dei Sarno e dei Casalesi al "comando" dei quartieri "Ponticelli" di Napoli e nell'Agro Aversano in provincia di Caserta.

Otto arresti (5 in carcere, 3 ai domiciliari) e un obbligo di firma, coinvolte 55 persone con sequestro di 17 aziende e beni per oltre 30 milioni. L'accusa è di associazione per delinquere aggravata dai metodi mafiosi oltre a corruzione, turbativa d'asta e riciclaggio. In alcuni casi i reati sono "aggravati" dal fatto di averli commessi per agevolare i rispettivi clan di appartenenza. L'indagine è partita nel 2017  da provvedimenti di sorveglianza speciale emessi nei confronti di alcuni casalesi e campani, trasferiti a Cattolica e Riccione. Dalla bassa Romagna, inizia la scalata all'economia locale di alcuni soggetti vicini e addirittura parenti dei Casalesi e dei Sarno, attivi nei business delle costruzioni, degli oli industriali, della ristorazione, ma anche esercenti di sale scommesse, noleggio auto. Le ramificazioni e interessi economici, del gruppo, che ha partecipato anche ad aste giudiziarie alterandone il corso, arrivano quindi anche in altre province.

L'operazione ha coinvolto 300 militari. Gli arrestati sono I.G., pluripregiudicato, sorvegliato speciale e cognato di Vincenzo Sarno capo dell'omonimo clan e oggi collaboratore di giustizia; R.L.S., pluripregiudicato, già con quattro condanne definitive per reati contro la persona e in materia di armi, genero di un pluripregiudicato, indiziato di appartenere al clan dei Casalesi; D.M.A. senza precedenti, incaricato di gestire le attività delle società di impiantistica industriale di cui erano soci occulti gli altri due arrestati.
Con loro sono stati individuati due livelli: il primo composto da persone che facevano attivamente parte del sodalizio criminale, conoscendone membri ed obiettivi: Z.S., C.F., C.P. e G.T. (questi ultimi due ai domiciliari). Il secondo livello è composto da oltre 30 persone reclutate all'occorrenza, per le quali non c'è ancora certezza della partecipazione al sodalizio criminale: S.P. e S.T.

Dalle indagini è emerso che i coinvolti erano riusciti in breve tempo ad infiltrarsi nell'economia della Romagna e delle aree limitrofe, controllando diverse attività economiche, con fatturazioni inesistenti tra società riconducibili agli arrestati. Due incaricati di pubblico servizio erano stati coinvolti per acquisizione illegale di appalti. Sono state re-investite e autoriciclate ingenti somme di denaro che provenivano da attività criminali. Avevano inoltre intestato a terze persone ingenti patrimoni ed attività comerciali frutto di estorsione e spaccio. I coinvolti erano riusciti ad affermare il proprio controllo sul territorio attraverso repressione violenta dei contrasti.

Due di loro, nonostante non risultassero in grado di avere soldi per soddisfare i bisogni primari, in realtà avevano grande disponibilità economica derivata da partecipazioni "occulte" a diverse società che operavano in vari settori, grazie anche alla connivenza di un commercialista. Venivano emesse fatture per operazioni inesistenti per centinaia di migliaia di euro. Le società, tramite alterazione di gare d'appalto e corruzione, erano riusciti ad avere l'esecuzione dei lavori pubblici in una fondazione pubblica di Parma.
I proventi illeciti venivano riciclati usando una sala giochi e scommesse di Cattolica, gestita da una dei coinvolti che, in più occasioni, aveva simulati grosse vincite al gioco.

Sulla presenza di questa figura professionale nel sodalizio criminale interviene con una nota esplicativa l'ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Rimini, il quale si conferma iscritto all’ordine «dal quale però risulta sospeso e quindi al corrente di non poter esercitare la professione. «Le colpe addebitate e l’ambito nel quale sarebbe coinvolto lasciano senza parole. Confidiamo nel lavoro della guardia di finanza affinché tutto venga ben definito, pronti ad ulteriori provvedimenti nel rispetto del nostro severo codice disciplinare e a tutela della reputazione di una categoria professionale già alle prese con un frangente delicato e di grande difficoltà».


Il plauso del sindaco Gnassi


«Desidero rivolgere pubblico ringraziamento ai finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Rimini, alla procura della Repubblica alla direzione distrettuale antimafia e al Gi.Co. di Bologna per la brillante operazione messa a segno nei confronti della criminalità organizzata in Italia e sulla riviera romagnola. Un lavoro d’indagine capillare, una vasta operazione di polizia, frutto della grande collaborazione tra inquirenti e organi investigativi, che rappresenta un duro agli affari della camorra e alla sua penetrazione in diverse attività ‘legali’ riciclando i proventi di azioni criminali. Continua dunque il lavoro incessante dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine per contrastare l’aggressione della criminalità organizzata alle aree ricche del Nord Italia. Un’attenzione costante, ancora più necessaria in questa fase in cui l’epidemia e il lockdown sta mettendo in grave crisi imprese e aziende, rendendole più vulnerabili all’assalto della delinquenza. Come abbiamo fatto in questi atti con dichiarazioni, protocolli e azioni, rivendichiamo la necessità di non arretrare di un millimetro nel contrasto investigativo e ‘culturale’ nei confronti della criminalità. A partire dal primo passo: non negare che il fenomeno riguardi solo regioni e territori che non sono quelli in cui viviamo. La lotta alla camorra, alla mafia si nutre di trasparenza e consapevolezza, di responsabilità e coraggio collettivo. Insieme a questo le inchieste e la collaborazione piena tra istituzioni e forze dell’ordine. Quella che da tempo abbiamo a Rimini e che si concretizza in numerose iniziative sinergiche».


La soddisfazione del presidente Santi


«Desidero esprimere tutta la mia soddisfazione per l’operazione anti-camorra denominata Darknet, effettuata alle prime luci dell’alba dalla Guardia di Finanza di Rimini, a cui va un grande ringraziamento, a nome mio e di tutto il territorio provinciale. Questa operazione ha condotto ad arresti per associazione per delinquere di stampo mafioso e per diversi reati finanziari che vanno dalla corruzione al riciclaggio. Sono stati posti sotto sequestro 17 aziende e beni per oltre 30 milioni di euro. Tutto questo evidenzia la pericolosità di una rete criminale ramificata in diverse regioni d’Italia, legata ai clan dei casalesi e dei Sarno, con infiltrazioni in molteplici settori dell’economia locale. E dimostra quanto sia necessario tenere alta la guardia per proteggere il tessuto della nostra economia. Oggi più che mai, in una fase così delicata come quella post Covid, tutti noi, a partire dalle Istituzioni, dobbiamo essere vicini alle nostre imprese e aiutarle in ogni modo, e dobbiamo collaborare con le forze dell’ordine che ogni giorno dimostrano di essere le migliori che ci siano». 


La nota del sindaco di Cattolica Gennari


«Voglio esprimere un ringraziamento pubblico agli uomini delle Forze dell’Ordine che quotidianamente lavorano per contrastare la criminalità organizzata”. Il Sindaco di Cattolica Mariano Gennari interviene commentando la notizia odierna riguardante l’operazione anti-camorra denominata “Darknet”. “Una indagine importante che permetterà di illuminare zone d’ombra pericolose, contrastando così le infiltrazioni sul territorio. Un colpo alle attività della camorra radicate in più regioni d’Italia che attraverso svariate operazioni riusciva a riciclare, sul territorio della Riviera Romagnola, proventi di azioni criminali. Si conferma, ancora una volta, la professionalità e la capacità investigativa dell’autorità giudiziaria e delle forze di polizia. La criminalità in questo periodo difficile non smette di operare alla ricerca continua di nuove occasioni di espansione per i propri profitti. Anzi, le difficoltà economiche derivanti dalla ripartenza acuiscono questo pericolo. La società civile, la comunità sana, è al fianco degli uomini di legge. Le istituzioni tutte, loro per prime, non possono voltarsi indietro ma debbono coltivare la voglia di legalità e la forza della coscienza comunitaria. Negli ultimi anni si è registrato un cambiamento di impostazione nei metodi di controllo del territorio da parte della criminalità organizzata. Dall'intimidazione “fisica” si è passati a forme importanti di “riciclaggio”. In questa zona grigia, il lavoro capillare e sempre più informatizzato della Guardia di Finanza dà maggiore sicurezza al tessuto positivo del nostro territorio. Solo camminando insieme possiamo contribuire a sconfiggere episodi di malaffare».

Nel video i particolari dell'operazione Darknet