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A settembre si torna a lezione, l'università di Rimini predispone nuove regole

In autunno classi dimezzate e mascherina obbligatoria

Attualità Rimini | 08:46 - 21 Luglio 2020 Alle lezioni in presenza si potrà partecipare al massimo metà della classe con la mascherina Alle lezioni in presenza si potrà partecipare al massimo metà della classe con la mascherina.

Le imprese stanno ripartendo, in tanti hanno formato il personale per affrontare in sicurezza questo periodo di emergenza covid, ma i nodi più critici sono quello delle mascherine e quello del mondo della scuola. Il 20 settembre l’università di Rimini riapre le porte di aule e biblioteche agli studenti, si vuole tornare fondamentalmente alle lezioni in presenza, ma potrà partecipare al massimo metà della classe con la mascherina, la parte restate seguirà la didattica da remoto. Visto il perdurare della diffusione del coronavirus è stato quindi elaborato un piano di protezione per alunni e docenti. 

Il presidente del campus riminese Sergio Brasini spiega che a fronte di un investimento di oltre 2 milioni di euro, saranno installate telecamere che permetteranno di riprendere il docente mentre fa lezione, non solo mentre si trova posizionato di fronte al pc. Oltre all’implementazione della strumentazione tecnologica, un potenziamento è stato previsto anche per il personale, come nel caso dei tutor, cui sarà affidato il compito di coadiuvare il docente e favorire l’interazione con gli studenti nelle aule in cui la lezione viene proiettata, e dove quindi il professore non è fisicamente presente. Più complesso, invece, osserva Brasini, è "programmare le attività di laboratorio, che necessitano di essere svolte di persona".

Intanto l'Ateneo bolognese annuncia l'avvio a settembre dei test su base volontaria per tutti i professori, i ricercatori e il personale tecnico-amministrativo. Soddisfatto l'assessore Donini: "Un segnale di grande attenzione da parte del mondo accademico, che conferma la collaborazione in atto sin dall'inizio dell'emergenza. Continuiamo a lavorare insieme per individuare e circoscrivere eventuali focolai, soprattutto dove c'è maggiore possibilità di interazione personale"