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Anche San Clemente contro la violenza: inaugurato il presidio distrettuale

Altro sportello di aiuto e sostegno per le donne vittime di violenza.

Attualità San Clemente | 12:29 - 20 Luglio 2020 il taglio del nastro del nuovo presidio di San Clemente e l’immagine della cassetta postale collocata all’esterno dell’edificio il taglio del nastro del nuovo presidio di San Clemente e l’immagine della cassetta postale collocata all’esterno dell’edificio.

Giovedì 16 luglio ha aperto nell’ex scuola media di San Clemente il presidio distrettuale del centro antiviolenza Chiama ChiAma di auto e sostegno alle donne vittime di violenza.

Il nuovo servizio sarà gratuito e dispone di un contatto telefonico attivo 24 ore su 24 (il numero da comporre è il 335 7661501), ma anche di un indirizzo mail (info@centroantiviolenza.org) nonché di un sito internet e di una pagina Facebook.

All’esterno della sede ospitata nell’ex scuola media sono state collocate la grafica che indica il riferimento del presidio e una cassetta postale, ben riconoscibile per i colori e le informazioni di contatto, utile a raccogliere i messaggi e le richieste d’aiuto delle donne vittime di violenza. 

Dalla sindaca Mirna Cecchini parole di denuncia e di motivazione: «Il dramma della violenza sulle donne è un tema che impone una doppia riflessione: civile e politica. L'eco mediatica suscitata dai fatti di cronaca diventa motivo di confronti e dibattiti che aggiungono devastazione e dolore alla vittima: questo perché non di rado, purtroppo, la vittima diventa colpevole, complice. Tutto ciò e assurdo e non possiamo tollerarlo: abbiamo gli strumenti, in primis quelli culturali, che ci consentono di respingere con forza certi stereotipi che non devono e non possono avere la dignità di voce sociale. Chi volge lo sguardo altrove, ignorando gli allarmi, le denunce, le paure, va chiamato alle proprie responsabilità. Il cammino è ancora lungo: ricominciamo a percorrerlo facendo leva sui meccanismi della condivisione, dell’educazione, del rispetto. Una società evoluta e sana ha bisogno del contributo di ognuno di noi».