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Un orto 'senza terra' all'ex stazione marina: Rimini candida a un programma europeo

L’area pilota individuata per il progetto è quella dell’ex stazione ferroviaria Rimini Marina

Attualità Rimini | 12:40 - 18 Luglio 2020 Coltivazione idroponica Coltivazione idroponica.


Anche la produzione agricola può essere una spinta alla riqualificazione urbana sostenibile e alla promozione della cultura e integrazione sociale. E’ la filosofia che muove il progetto che il Comune di Rimini ha deciso di candidare al programma europeo 2020 Life - Environment and Resource Efficiency e che prevede il coinvolgimento di Piano Strategico di Rimini, Unibo, Confcooperative Habitat, Floema e della Cooperativa Kilowatt di Bologna, realtà che gestisce le Serre dei Giardini Margherita a Bologna. Ed è sulla base dell’esperienza e della proposta arrivata dalla cooperativa bolognese, che ha fatto delle serre dei Giardini Margherita esempio virtuoso di rigenerazione urbana improntata sulla sostenibilità ambientale e innovazione sociale, che Rimini ha deciso di lanciare un progetto che unisca la produzione alimentare con la produzione culturale e l'integrazione.

L’area pilota individuata per il progetto è quella dell’ex stazione ferroviaria Rimini Marina, che sorge sulla linea Rimini-San Marino, all’altezza di via Pascoli dove oggi è presente una delle fermate della linea del Metromare. L’area, circa 4200 mq, è al centro di un progetto di riqualificazione ribattezzato Fiori e tragitti, di cui la Giunta ha approvato il progetto di fattibilità nel dicembre scorso, e che mira a trasformare la zona in uno spazio verde e culturale, sfruttando anche il suo essere punto di incontro e crocevia grazie alla presenza della metro di costa. Su questo progetto si integra la proposta candidata al programma europeo e che prevede la realizzazione di moduli per la produzione agricola con metodologia in acquaponica: si tratta di coltivazione biologica di ortaggi, erbe aromatiche, ecc che non prevede l’utilizzo di terra e con ciclo chiuso dell'acqua, con dunque consumo del suolo pari a zero.  Un modello di produzione agricola di prossimità volta all'autoproduzione e all'autoconsumo di prodotti di qualità e di eccellenza, che ha come scopo quello di coinvolgere le comunità locali, le associazioni e i consumatori e sensibilizzandoli alla tematica del "viver sano" e all'autoproduzione agricola. Si proporrà infatti una gestione ibrida dello spazio, che possa unire la produzione alimentare sostenibile, di qualità e a filiera corta con la produzione culturale e l'integrazione sociale. Se la proposta del Comune passerà i due step di selezione, il progetto potrà partire nell’autunno del 2021.

E’ una proposta innovativa, un progetto che sposa le sfide e la visione di trasformazione e rigenerazione urbana che il Comune di Rimini insieme al Piano Strategico, sta perseguendo da alcuni anni – è il commento dell'Amministrazione Comunale – temi come la promozione del vivere sano, il miglioramento dei servizi e della qualità della vita in generale costituiscono i drivers su cui poggia il Parco del Mare e in generale su cui si sviluppa il futuro di Rimini”.