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Per mesi con ferita infetta, medici accusati di lesioni gravi 

Donna racconta la sua odissea dopo un banale incidente in bicicletta

Cronaca Santarcangelo di Romagna | 07:09 - 19 Luglio 2020 Alcuni strumenti per la medicazione, foto di repertorio Alcuni strumenti per la medicazione, foto di repertorio.

Un banale incidente in bicicletta ha avuto conseguenze pesanti per una 40enne originaria di Rovigo, residente a Rimini. La donna ha fatto ricorso alle vie legali per chiarire le eventuali responsabilità del personale medico: a seguito dell'incidente infatti ha riportato un danno permanente a un braccio, a causa, secondo quanto raccontato dalla donna ai propri legali, dall'imperizia dei medici che la visitarono. La vicenda risale al 2018: la donna cadde dalla bicicletta e riportò escoriazioni a un braccio. Si recò al pronto soccorso dell'ospedale di Santracangelo, qui si sottopose a medicazioni da parte del medico di turno. Ma il giorno dopo la 40enne accusò forti dolori, in quanto la ferita non era stata pulita e disinfettata adeguatamente: il braccio si era gonfiato a causa di un'infezione. Fu così costretta a una seconda visita in ospedale. Ma i guai non erano terminati. La ferita guarì infatti dopo mesi. La donna si sottopose a visita privata a Treviso e le fu diagnosticata una lesione del nervo ulnare del gomito. Fu costretta a operarsi, ma oramai aveva riportato un danno biologico permanente del 15-16, compreso il danno estetico, secondo la diagnosi dell'ultimo medico che l'aveva visitata. L'Ausl Romagna ha aperto un'indagine interna, ma nel contempo la 40enne, tramite i propri legali, l'avvocato Francesca Vecchiato e il dottor Luca Signorini, ha presentato richiesta di risarcimento danni in via civilista e una querela per lesioni gravi.