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VIDEO All'Acquario di Cattolica è arrivato Pic Nick, nuovo cucciolo di pinguino Humboldt

Nato in una cesta nella colonia da mamma Chapati e papà Josh

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Attualità Cattolica | 17:12 - 16 Luglio 2020

Per l’Acquario di Cattolica, il primo capitolo dei prossimi vent’anni viene svelato oggi: ha la testolina tonda e il piumaggio soffice di Nicholas, il cucciolo di pinguino di Humboldt nato in una cesta e proprio per questo soprannominato Pic Nick.
Una nascita che è davvero una lieta novella per l’Acquario di Cattolica: il piccolo, intraprendente cucciolo è già diventato la star dell’acquario ancora prima di uscire dal nido.

Il fiocco azzurro all’Acquario di Cattolica arriva inaspettato come un fulmine a ciel sereno. Nella colonia di pinguini di Humboldt (Sphenicus Humboldti) dall’uovo che mamma Chapati e papà Josh hanno deposto in una cesta, è nato Pic-Nick, il cucciolo più tenero del mondo. Dal 16 luglio la visita all’Acquario non sarà più la stessa, soprattutto per i bambini.

Pic-Nick sta bene, è vivace e ha un’indole monella: vorrebbe già passeggiare in solitaria fuori dal nido (pardon… dalla cesta!), ma gli occhi attenti di genitori e acquaristi fanno in modo che l’intraprendente cucciolino non corra troppi rischi. Come mai, nonostante l’abbondanza di nidi a disposizione, Pic-Nick è nato proprio in una cesta?

Da qualche giorno i pinguini di Humboldt erano particolarmente attivi. Spargevano ramoscelli e sassolini dappertutto, rendendo difficile mantenere l’ordine nell’exhibit. Così, prima di staccare dal turno, uno degli addetti ha radunato rametti e sassi in una cesta, con l’intento di rassettare il giorno successivo.  La mattina dopo, la sorpresa: la cesta era diventata un nido e la forma bianca e liscia fra rametti e bambù non lasciava dubbi, era un uovo!. Papà Josh e mamma Chapati non hanno più mollato la nursery improvvisata, covando a turno e allontanarsi uno alla volta solo per cibarsi.

Josh e Chapati sono anime gemelle da tutta la vita. Provengono da un progetto di tutela della struttura britannica di Chester, sono entrambi nati nel maggio 2009, sono monogami, fedeli e tranquilli, eppure hanno regalato all’Acquario la sorpresa del 2020.
Da molti anni non nascevano cuccioli e quando la testolina grigia e soffice ha cominciato a fare capolino dalla cesta, è stata subito gara a chi vedeva per primo il piccolo Nicholas che, avendo deciso di venire al mondo in una cesta, è stato subito ribattezzato… Pic-Nick.

Più Omega-3 nella dieta dei pinguini fra le possibili ragioni dell’aumento delle cove.
Fra le cause della maggiore vivacità dei pinguini delle ultime settimane ci potrebbe essere la variazione nell’alimentazione. Notando che gli animali non si saziavano, gli addetti hanno deciso di analizzare se l’apporto nutrizionale del capelin, la sardina artica che costituisce la base della dieta dei pinguini, fosse sufficiente. Visto che in effetti il valore nutritivo sembrava più scarso, si è presa la decisione di integrare la dieta con piccole quantità di aringa ricca di grassi polinsaturi come gli Omega-3. Probabilmente, la combinazione fra stagione degli amori e dieta arricchita, ha portato i pinguini a nidificare, corteggiarsi, deporre uova, fino all’arrivo, a sorpresa, di Pic-Nick! Dal 16 luglio il nuovo beniamino dell’Acquario di Cattolica sarà visibile per tutti i visitatori, grazie alla webcam puntata sul nido. Inoltre, la cesta nella quale Pic-Nick è venuto al mondo è in bella mostra, per i selfie dei visitatori pìù curiosi.


La cesta: occasione di arricchimento


Nonostante l’abbondanza di anfratti per nidificare, i genitori di Pic-Nick hanno deposto l’uovo in una cesta, creando un caso studio per quello che gli esperti chiamano rinforzo comportamentale (behavioral enrichment). Il termine indica quelle aggiunte strategiche  – relazioni, stimoli o oggetti -  che di fatto migliorano il benessere psicofisico dell’animale, aiutandolo a mantenere attivi i comportamenti istintivi e naturali. All’Acquario di Cattolica questa parte della cura degli animali è oggetto di attenzione e di studio: tante sono le collaborazioni, e le esperienze condivise con altre strutture italiane e straniere, per aggiornarsi sulle strategie di arricchimento, che aumentando l’interazione positiva con l’ambiente, mantengono gli animali vispi e sani. Questa volta, a creare un caso studio 


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