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Il saluto del Prefetto Camporota a Rimini: ‘La gestione del lockdown il momento più difficile’

"Lascio un gioiello, qui ho potuto essere quello che sono in un posto che mi piace tanto"

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Attualità Rimini | 16:20 - 16 Luglio 2020 Il prefetto uscente Alessandra Camporota Il prefetto uscente Alessandra Camporota.

Di Maria Assunta (Mary) Cianciaruso

“Me ne vado soddisfatta del lavoro fatto in condivisione e dialogo con tutti gli attori del territorio, me ne vado conoscendovi e soprattutto ho potuto essere quello che sono in un posto che  mi piace tantissimo”.
Così il Prefetto Alessandra Camporota che lascerà Rimini, dove si era insediata il 23 luglio del 2018, il prossimo 27 luglio. La sostituirà Beppe Forlenza al quale lascerà sulla scrivania una serie di dossier sintetici sui suoi due anni in Romagna. "Sarei rimasta volentieri", spiega alla stampa convocata nel Palazzo del governo per un saluto informale. Sono stati due anni di un'intensità enorme, mi sento parte di questa comunità che mi mancherà tantissimo".



COVID-19 E CONTROLLO DEL TERRITORIO


Traccia un bilancio il prefetto, il suo mandato a Rimini è stato caratterizzato dalla pandemia da coronavirus e dalle difficili decisioni prese per limitarne il contagio. “Sono stati momenti drammatici” ricorda, il suo compito era quello di far dialogare tutte le parti, dalle istituzioni tutte, alle categorie, dalla sanità agli enti. Ricorda la decisione della chiusura del territorio provinciale subito dopo Medicina, “ho sentito di avere una responsabilità enorme, quello forse è stato il momento più duro, nonostante i primi mesi credevo fossero stati quelli più complicati”.

Insediatasi in un periodo difficile per la valenza turistica della provincia, confessa che non è stato semplice. Un territorio fragile anche per via delle infiltrazioni mafiose, la vicinanza con la Repubblica di San Marino, le dinamiche legate alla gestione delle attività alberghiere.
Rafforzando l’attività del Gruppo Interforze Antimafia, sono sati attuati strumenti preventivi di assoluta efficacia, con 11 interdittive antimafia, un'attività che si e' intensificata dopo il lockdown, anche grazie al rinnovo del protocollo per lo scambio di informazioni sulle strutture ricettive.

Il periodo post covid ha visto riaffacciarsi prepotentemente episodi di violenza, non ultimi gli episodi di baby gang in azione, e la gestione degli assembramenti: “Con le ordinanze abbiamo cercato di contenere situazioni difficili, modificandole volta per volta a seconda dell’evolversi delle situazioni, vero è che c’è bisogno non solo del dialogo, ma anche della collaborazione con entri locali e gestori per il presidio del territorio, bisogna  fare sistema”.


LA QUESTURA


Mentre bisognava far lavorare la macchina della sicurezza, il Prefetto ha dovuto affrontare la spinosa questione della Questura e non nasconde di aver dovuto subire “strumentalizzazioni” che hanno impedito sicuramente un lavoro più spedito. L’epilogo è solo rimandato, purtroppo la macchina burocratica si è fermata con il lockdown, ma entro l’estate dovrebbe avvenire il trasloco temporaneo in piazzale Bornaccini, in attesa della ufficialità della Caserma Giulio Cesare che diventerà la cittadella della sicurezza, quella che sarebbe dovuta sorgere in via Roma: qui parte dell’edificio sarà demolito e sarà sostituito da edilizia residenziale.



ATTIVITA’ SUL TERRITORIO


Camporota ha cercato di essere presente sul territorio a 360°, dialogando con sindaci “che mi mancheranno perché con alcuni si era stabilito davvero un bel rapporto”, coinvolgendo le scolaresche negli incontri istituzionali, accettando gli inviti ad appuntamenti nei territori e cercando di dialogare anche con le aziende e gli imprenditori.


L’EREDITA’ DEL’ PREFETTO CAMPOROTA


“Lascio un gioiello, di condivisione, di dialogo, di squadra”, ne è convita il prefetto, certa di aver messo a sistema tutte le competenze del territorio.
“Sarei rimasta per terminare quello a cui stavamo lavorando, ma da Roma mi chiamano”: sarà infatti alla direzione generale dei culti religiosi dove si occuperà appunto dei rapporti con tutte le confessioni religiose oltre che della gestione del patrimonio della Fondazione edifici di culto.




In audio intervista al prefetto Alessandra Camporota

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