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Cessione del quinto, ecco le opportunità per i neoassunti

Sono tanti i motivi che hanno decretato il successo di questo particolare prestito

Attualità Nazionale | 08:02 - 17 Luglio 2020 Tra i requisiti per ottenere il prestito c'è l'essere stati assunti con contratto a tempo indeterminato Tra i requisiti per ottenere il prestito c'è l'essere stati assunti con contratto a tempo indeterminato.

La cessione del quinto è una delle tipologie di prestito più conosciute ed apprezzate in Italia. Sono tanti i motivi che hanno decretato il successo di questo particolare prestito, a cominciare dalla possibilità di essere richiesto anche da chi in passato ha avuto qualche problema creditizio. Non tutti però hanno la possibilità di ottenere il finanziamento.

La cessione del quinto può essere richiesta solo da alcune categorie, ovvero pensionati, dipendenti pubblici e, a determinate condizioni, dipendenti privati. Per quanto riguarda i lavoratori, tra i requisiti necessari per ottenere il prestito c'è l'essere stati assunti con contratto a tempo indeterminato.

Le soluzioni per i neoassunti

Il datore di lavoro dei dipendenti pubblici, lo Stato, offre sicuramente maggiori garanzie in termini di stabilità ed affidabilità rispetto ad un'azienda privata. Ecco perché per i dipendenti privati che vogliono un prestito con cessione del quinto è richiesto almeno un anno di anzianità di servizio, mentre ai dipendenti pubblici bastano tre mesi.
In realtà, anche i neoassunti possono accedere a questa forma di prestito pur non avendo maturato il TFR. Infatti alcune banche ed alcune società finanziare hanno deciso di venire incontro a questa particolare clientela, proponendo delle soluzioni studiate appositamente per chi è stato appena assunto e quindi non ha un TFR. Naturalmente queste soluzioni presentano dei limiti rispetto alla normale cessione del quinto.
Questi limiti si possono riscontrare sia nell'importo massimo ottenibile, che di solito non può andare oltre i 15.000 euro, che nella durata del piano di rimborso, che non può superare i cinque anni. L'ultima parola spetta sempre all'istituto erogante, che valuterà con attenzione la stabilità sia del richiedente che dell'azienda per cui lavora.

Le peculiarità della cessione del quinto

La cessione del quinto rientra nell'ambito dei prestiti personali, perché non è necessario giustificare il motivo della richiesta ed i soldi ottenuti possono essere spesi in autonomia. In realtà questa formula si distingue dai tradizionali finanziamenti per alcune sue peculiarità. Innanzitutto cambiano le modalità di rimborso, visto che le rate vengono pagate direttamente dall'azienda per cui il richiedente lavora, che trattiene il relativa importo in busta paga.
La rata, poi, non può superare un importo massimo: la cosiddetta quota cedibile infatti non deve essere più alta del 20% dello stipendio netto (ed ecco perché si parla di cessione del quinto). Un'altra particolarità consiste nel fatto che il richiedente non deve presentare ulteriori garanzie: la presenza di uno stipendio è più che sufficiente, anche perché la legge prevede una copertura assicurativa obbligatoria per quanto riguarda il rischio perdita di impiego ed il rischio morte.
Sul sito https://www.cessionedelquintofacile.com/ è possibile trovare tutte le altre informazioni relative a questa tipologia di prestito. Il tasso di interesse è fisso: i dipendenti pubblici e i pensionati spesso possono beneficiare di condizioni particolarmente vantaggiose grazie a speciali convenzioni tra amministrazioni o istituti previdenziali e le banche. La durata del piano di rimborso può arrivare fino a dieci anni.

I requisiti per ottenere il finanziamento

I requisiti che bisogna possedere per ottenere il finanziamento variano in base alla categoria a cui si appartiene. I pensionati devono ricevere un assegno superiore alla pensione minima e devono rispettare i limiti di età massima. Di solito queste soglie anagrafiche massime sono fissate a 79 anni al momento della richiesta e a 85 anni al termine del piano di rimborso.
I dipendenti pubblici devono essere residenti in Italia, devono essere stati assunti con contratto a tempo indeterminato e non possono avere più di 63 anni al termine del piano di rimborso. Le cose si complicano per i dipendenti privati: i lavoratori devono avere gli stessi requisiti visti per i dipendenti pubblici, ma anche l'azienda per cui lavorano devono rispettare determinate condizioni (almeno 16 dipendenti, 200 se si tratta di una cooperativa).
La presenza del TFR rappresenta una garanzia per l'istituto che eroga il prestito. Per questo motivo normalmente vengono accettate solo le richieste di finanziamento che provengono da dipendenti che hanno almeno un minimo di anzianità lavorativa. Il discorso vale sia per i dipendenti privati che per quelli pubblici.