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Riprendono le assunzioni, +40 per cento in Regione nel solo mese di maggio

Nel mese di aprile si era raggiunto il minimo storico. Segnali confortanti dall'industria

Attualità Emilia Romagna | 16:11 - 15 Luglio 2020 Foto da internet Foto da internet.

Dal minimo storico delle assunzioni registrate ad aprile con il -68% rispetto allo stesso mese del 2019 e l’occupazione femminile a pagare il prezzo maggiore, al +40% di maggio soprattutto nell'industria (+70,4% sul livello registrato a febbraio). Il mercato del lavoro in Emilia-Romagna registra per la prima volta segnali confortanti di ripresa dopo il contraccolpo economico subito dalla prima fase di gestione dell'emergenza Coronavirus. I dati sono fanno parte della Rilevazione delle forze di lavoro condotta da Istat e sono stati forniti dal Sistema informativo del lavoro in Emilia-Romagna (Siler).

Con la pandemia già in corso, a marzo c'è stata una sostanziale tenuta dei livelli occupazionali complessivi (2,014 milioni di occupati, -0,1% rispetto al 1^ trimestre 2019) con una contrazione del numero di persone in cerca di occupazione (117 mila 900 persone, -10,2% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno) che si spiega in parte con l’aumento dell’inattività legata all’inizio del lockdown (26,2%, il valore più basso tra le regioni italiane, +0,9 punti percentuali in più di quanto rilevato nel primo trimestre 2019). A partire da quel momento si ha una pesante caduta delle assunzioni, che toccano il minimo storico ad aprile: sono 24 mila 690, il 68% in meno rispetto ad aprile 2019.

La sospensione dei licenziamenti e il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali hanno impedito, fino a oggi,  la perdita di posizioni dipendenti a tempo indeterminato: per il periodo marzo-maggio 2020 le attuali stime indicano infatti come la riduzione complessiva di posizioni di lavoro dipendenti, pari a 38.061 unità (calcolata come saldo destagionalizzato fra attivazioni e cessazioni), sia prevalentemente a carico delle posizioni a tempo determinato (-30.076) e nel lavoro somministrato (-9.870).

Nel periodo marzo-maggio 2020 la perdita di posizioni dipendenti si è concentrata principalmente nei macrosettori commercio, alberghi e ristoranti (-16.411) e altre attività dei servizi (-9.442), seguiti dall’industria in senso stretto (-7.718 posizioni).

L’area dei servizi turistici e commerciali è stata, fino a oggi, quella più colpita è ciò ha comportato che le posizioni di lavoro dipendente perse nel periodo marzo-maggio 2020 siano più numerose per le donne (-21.540, ovvero il 56,6% del totale), stante l’elevata incidenza delle lavoratrici in tali comparti. Analogo «effetto di composizione» spiega le maggiori perdite nei mercati del lavoro provinciali con elevata specializzazione terziaria e a vocazione turistica (Rimini, Bologna, Forlì-Cesena e Ravenna).

Minore è stato a maggio il recupero nei servizi: le attivazioni di nuove posizioni di lavoro sono al 47,4% di quelle di febbraio, che solitamente rappresenta il mese per le imprese turistiche di riavvio delle attività, in vista dell’apertura pasquale. I dati di giugno e luglio, al momento non disponibili, potranno indicare recuperi ulteriori per l’intero sistema economico regionale. L’insieme degli ammortizzatori sociali messi in campo è stato ampiamente utilizzato, come mai in passato.

Tra gennaio e maggio 2020 il numero di ore di cassa integrazione guadagni ordinaria, straordinaria e deroga e di Fondi di solidarietà autorizzati da Inps è stato pari a 183 milioni, di cui la quota preponderante autorizzata tra aprile e maggio. In crescita anche le richieste di NASpI che, tra il primo marzo e il 9 maggio 2020 sono aumentate del 36% rispetto al medesimo periodo del 2019.