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Parco eolico nel mare di Rimini, il consiglio si accende: respinto l’ordine del giorno dalla minoranza

Cinque i voti di scarto. Il sindaco Gnassi: "Punti condivisibili, si è aperta una porta al dialogo"

Attualità Rimini | 13:38 - 15 Luglio 2020 Foto da internet Foto da internet.

È stato respinto con 15 voti contrari, 10 favorevoli e nessun astenuto l’ordine del giorno presentato dal consigliere Gennaro Mauro sulla realizzazione della nuova centrale eolica nel mare di Rimini, al centro del consiglio comunale tematico che si è svolto martedì sera. Approvato invece l’ordine del giorno con oggetto “Individuazione organismi collegiali indispensabili al raggiungimento dei fini istituzionali dell'ente”, con 16 voti favorevoli, 7 astenuti e nessun voto contrario.

«Le critiche al progetto non significano avere una posizione ecologicamente scorretta e di retroguardia sul tema», sottolinea il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, già dichiaratamente contrario al progetto, «pur avendo dei punti nel merito condivisibili, ritengo troppo fragile l’ordine del giorno presentato dal consigliere Gennaro Mauro, che però voglio interpretare come una porta aperta, un salto compiuto dall’opposizione che si è resa conto finalmente della necessità di un cambiamento del paradigma di sviluppo del territorio. Ma se rivoluzione deve essere, che rivoluzione sia. Questo Paese merita un po’ di più di soluzioni one shot one spot, più di una centrale con 54 pale di duecento metri fuori mare a 4 miglia e mezzo, alte come il grattacielo di Rimini. Non avrebbe più senso un parco eolico a 30 miglia invece che 4, magari galleggiante, come c’è al largo di Marsala? Il progetto comporta rischi per l’attività della pesca, il punto di approdo a terra e la stazione di conversione che avrebbe un impatto anche sul territorio collinare, sul quale si sta investendo per progetti turistici legati alla bellezza del paesaggio e alla cultura del cibo e del vino, nonché osservazioni sul fine vita dell’impianto eolico e non da ultimo sull’inquinamento visivo del paesaggio. Rendiamoci conto che rompere l’infinito di uno spazio aperto come il mare ha un costo molto alto. Noi vogliamo l'impatto visivo zero.

Si è parlato anche di siti industriali: «Ci sono decine di milioni di metri quadrati nel territorio provinciale le cui superfici potrebbero essere usate per la riconversione energetica degli edifici stessi, sull’esempio Fiera. Possiamo prevedere meccanismi, incentivi, credito di imposta, defiscalizzazione per tendere conveniente questa riconversione?». Anche a questo potrebbe essere utile un piano energetico locale. «Noi già domani potremo essere in grado di sviluppare un piano di sviluppo energetico locale e qui c’è la sfida che colgo con l’opposizione e che rilancio al consiglio comunale: costruire un futuro e fare delle scelte sulla base di queste riflessioni».

Si aggiunge la consigliera Pd Giulia Corazzi: «Mi fa piacere notare come alcuni esponenti del centro-destra di questo territorio si siano completamente ricreduti in merito. Per noi la riconversione energetica è una priorità da tempo, dalle scelte sul sistema di smaltimento dei rifiuti a quelle per la salvaguardia del nostro mare con il piano di salvaguardia della balneazione e il Psbo, ma anche sul piano del trasporto e delle immissioni tramite la realizzazione della rete di piste ciclabili, con il piano urbano della mobilità sostenibile e la messa in campo di strumenti come il Metromare, alternative credibili e concrete all'uso quotidiano delle auto. Per non parlare poi del grande investimento, che oggi è realtà, per liberare dalle auto e riqualificare il nostro lungomare». Per questo motivo come Pd della Provincia di Rimini non accetta di essere considerata forza tra quelle contrarie alle energie rinnovabili. 

Sul tema si esprime anche Fabrizio Vagnini, presidente provinciale di Confesercenti Rimini, «Che cosa c'entrano in questa cartolina della città, su cui si stanno investendo milioni di euro, sessanta gigantesche pale eoliche su piloni da 125 metri? Che panorama offrirebbero? Dopo gli anni del turismo di massa e della costruzione, dopo avere giustamente scommesso sulla destagionalizzazione investendo in infrastrutture, questo è il tempo della riqualificazione e della rigenerazione. Più che mai in questo delicato momento di crisi, in cui è necessario sostenere la ripresa della nostra economia, non possiamo rovinare quanto fatto finora. I turisti che scelgono Rimini vogliono vedere il mare, un mare pulito con l'orrizzonte libero. Non delle pale eoliche».

Anche Giorgia Belluzzi, coordinatrice di Italia Viva a Rimini, si lancia nel dibattito: «Tutti concordiamo sulla transizione energetica, ma nella discussione mancavano molti elementi tecnici perché nessun esperto, tecnico o la ditta interessata è stato convocato dalla minoranza. Ho richiesto un consiglio tematico aperto dove associazioni di categoria, le istituzioni coinvolte, i cittadini possano confrontarsi.  Il parco eolico dovrà essere di ultima generazione, con campi magnetici nulli e con opere di compensazione per il nostro territorio e i cittadini nero su bianco».