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Internet: il 12,3% dei ragazzi non possiede un pc o un tablet

Agli ultimi posti in Italia Genova, Rimini e Gorizia

Attualità Nazionale | 11:26 - 14 Luglio 2020 Tablet, pc Tablet, pc.

Finita l'emergenza, quali scuole troveranno i ragazzi una volta tornati in classe? Il presupposto affinche' il potenziamento della connettivita' delle scuole sia efficace, e' ovviamente la presenza di una strumentazione tecnologica adeguata per la didattica (lavagne multimediali, tablet, pc). Ma, da sole non bastano. L'indagine ufficiale del Miur relativa all'anno scolastico 2014/15 offre alcune indicazioni in questo senso. Le regioni con piu' tecnologie per alunno sono risultate essere, oltre alla Lombardia, alcune regioni meridionali come la Calabria (prima per numero di dispositivi, uno ogni 5,3 alunni), la Sicilia e la Puglia, grazie ai contributi europei 2007-13. Nell'anno scolastico 2018/2019 nelle scuole italiane, ogni 100 alunni, erano presenti in media 5,7 pc/tablet e 1,8 lim (o proiettori interattivi/smart tv). Prima dell'emergenza, i dati indicano profonde differenze interne anche all'interno delle stesse regioni. Ad esempio in Campania, al dato di Benevento (prima nella regione, sia per lim che per pc per alunno) si contrappone quello della citta' metropolitana di Napoli (ultima nel rapporto dispositivi/alunni). In Puglia, la citta' metropolitana di Bari e' prima nella regione per diffusione delle lavagne multimediali, mentre sui computer e' Brindisi ad avere i valori piu' alti. Agli ultimi posti nel rapporto pc/alunni la provincia di Foggia. Nell'Italia settentrionale invece spiccano Sondrio (10,9 pc o tablet ogni 100 alunni), Rovigo e Lecco. Agli ultimi posti invece Genova, Rimini e Gorizia. In quella centrale, al dato della provincia di Siena (10,6 pc e tablet ogni 100 alunni) si contrappone quello della citta' metropolitana di Roma (con 3,6 pc e tablet). 

Servono scuole ma soprattutto studenti digitali - Le competenze digitali dei giovani, sono molto distanti dalla media europea. In termini di competenze (email, videochiamate, trasferimento file, utilizzo software, ecc), secondo l'indicatore dell'Eurostat, in Italia la quota di giovani tra 16 e 19 anni che padroneggiano gli strumenti digitali e' piu' bassa (64%) rispetto alla media Ue (83%) con oltre 20 punti di distacco da Regno Unito, Germania e Spagna. Siamo penultimi (26 su 28) nella classifica dei paesi Ue dove i giovani leggono di piu' i giornali online. E anche qui con forti differenze sociali interne. Quasi il 74% degli studenti di famiglie avvantaggiate usa internet per leggere notizie, mentre tra quelli svantaggiati la quota scende a poco piu' del 60%. Si tratta di un gap che, come tutti quelli emersi dal rapporto Con i Bambini - Openpolis, ci parla di disuguaglianze che vanno ben oltre quelle digitali. Riguardano il diritto dei minori a non cadere nella trappola della poverta' educativa. Senza un vero percorso educativo, il solo utilizzo del pc a scuola non comporta competenze piu' elevate. La faglia del divario digitale si sta progressivamente spostando dall'accesso all'uso che viene fatto della rete. Un divario educativo interno e con gli altri paesi Ue che non potra' essere compensato solo con piu' computer e tablet. Senza questa consapevolezza, nessun provvedimento, da solo, sara' sufficiente a recuperare i ritardi. Perche' non stiamo parlando solo di divari tecnologici, comunque gravi ma risolvibili attraverso interventi economici mirati ed efficaci. Stiamo parlando di disuguaglianze sociali radicate, profonde, per cui serve una strategia di lungo periodo, sinergica con quella per il contrasto della poverta' educativa. I report dell'Osservatorio #conibambini, oltre a fornire dati aggiornati, permettono a decisori, operatori e media un'analisi del fenomeno in una dimensione di data journalism, con dati a livello comunale o subcomunale. (Dire).