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Rimini: un negozio su tre rischia la chiusura. "Diminuzione affitti è un'esigenza"

La proposta di Federmoda Confcommercio: "Meno tasse per chi affitta gli immobili e quindi affitti più leggeri"

Attualità Rimini | 13:22 - 10 Luglio 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Una piccola impresa su tre del commercio rischia la chiusura per la crisi post Covid-19. Lo spiega Gianmaria Zanzini, della locale Federmoda-Confcommercio, che nella sua analisi cita, a supporto, i dati Istat riferiti al maggio 2020: il +41% di vendita tramite e-commerce e il -18% di vendite nei negozi fisici, con un -38,1% dell'abbigliamento e pellicceria, il -34,8% delle calzature. Ad aggravare la crisi, a fronte di minori introiti, c'è il peso del canone d'affitto della sede in cui viene esercitata l'attività commerciale: «In questi mesi non sono mancati esempi virtuosi di locatari che hanno volontariamente abbassato i canoni di affitto ai conduttori, ma purtroppo si tratta di una bassissima percentuale. Rimodulare il canone d’affitto non è una pretesa, ma una esigenza che rimane impellente, anche se sui contratti stipulati da privati nessuna istituzione può intervenire». Al locatario conviene abbassare l'affitto, in quanto poi rischia di trovarsi senza un affittuario. Ma determinante è l'intervento del governo, attraverso due strade: la riduzione delle aliquote Imu e dell'aliquota di imposizione sullo locazioni, in modo tale che i proprietari degli immobili, pagando meno tasse, possano concedere sconti sugli affitti.