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All’Infermi altri 30 tamponi negativi. Il bengalese ricoverato a Roma non è stato a Rimini

L'Ausl precisa che non ci sono collegamenti con la provincia. Il sindaco: "Atteniamoci ai fatti"

Attualità Rimini | 07:38 - 10 Luglio 2020 La stazione di Rimini vuota durante la quarantena La stazione di Rimini vuota durante la quarantena.

La notizia è stata riportata da più testate più o meno allo stesso modo: un 50enne bengalese con la Covid-19 viola l'isolamento e dal suo comune di residenza, che si trova in provincia di Ravenna, passa per Rimini e poi decide di raggiungere Roma in treno dove viene fermato e segnalato. L'ultimo tampone risaliva al 7 luglio ed era ancora positivo, nonostante l'assenza di sintomi.

Ebbene secondo alcune ricostruzioni la polizia ferroviaria, che sta cercando di ricostruire i suoi contatti, gli avrebbe trovato in tasca biglietti del treno per una tratta che comprende anche la stazione di Rimini. Sul caso sono dovute arrivare due smentite: prima quella dell'Ausl Romagna, che ha mandato un comunicato in cui costruisce la vicenda, poi del sindaco Andrea Gnassi.

In ordine, sul focolaio all'Infermi: «Anche gli ultimi 30 tamponi effettuati in via precauzionale sugli operatori hanno dato esito negativo. Così come non si riscontrano positività tra i contatti dei pazienti, seguiti dall’igiene pubblica sul territorio. Si può dunque affermare che non vi è e non vi è stata negli ultimi giorni, alcuna emergenza sanitaria nel Riminese. In merito invece al caso del cittadino rientrato dall’estero ricoverato ora a Roma con diagnosi di Covid, si precisa che il paziente era in isolamento domiciliare in un comune della provincia di Ravenna in quanto rientrato dal suo Paese di origine. Nonostante l’assenza di sintomi, in vicinanza della fine della quarantena è stato effettuato un tampone risultato poi positivo. Il paziente risulta si sia allontanato dalla propria residenza il 7 luglio: l’Igiene Pubblica ha subito attivato le Forze dell’Ordine per la ricerca. Il paziente è stato quindi individuato a Roma e al momento sulla scorta degli elementi in possesso dell’Ausl non risultano collegamenti con Rimini».

Aggiunge Gnassi: «Rimini è stata tirata in ballo senza alcun riscontro oggettivo innuna vicenda spiacevole. Il comunicato dell'Ausl mette in fila i fatti per come sono. Spero e credo che i media si attengano a quelli: mi appello a responsabilità e deontologia. Ma sia chiara una cosa: se accadesse che fatti verificati fossero stravolti, tuteleremo in ogni sede il territorio, le comunità, i suoi lavoratori e le sue imprese. Non si può scherzare su queste cose. Totalmente irresponsabile e meritevole di punizione chi se ne frega delle disposizioni prese per tutelare la salute. Ma anche irresponsabile chi, senza aver proceduto ai necessari approfondimenti, scrive cose sostanzialmente inesatte o del tutto inventate».