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Taxi per 18 chilometri a 65 euro, l'indignazione di un bolzanino in visita a Rimini

Era sceso a fine mese per trascorrere qualche giorno in Riviera. La segnalazione

Attualità Rimini | 09:21 - 09 Luglio 2020 La ricevuta del viaggio La ricevuta del viaggio.

«Cara Rimini, cari Riminesi, ho trascorso quattro giorni intensi in una meravigliosa città che opera e continua a trasformare il suo biglietto da visita tra le stazioni balneari più belle del mondo. I riminesi sono bella gente che nonostante le ultime disavventure covidiane ha saputo tenere testa con orgoglio e fermezza nella sua continuità di dare al pubblico il meglio di sé, in un momento in cui gli italiani hanno visto serenità, riposo e senso di orizzonte per un futuro ottimista nonostante le difficoltà che stiamo affrontando. Rimini ha risposto con i fatti e la sua ostinata voglia di tenere testa alta con il motto: ce la faremo». Inizia così la segnalazione di Oskar Unterfrauner, presidente onorario della fondazione Val di Seren (BL) in visita alla Riviera negli ultimi giorni di giugno. Un messaggio esortativo ma anche critico verso un servizio di trasporto che ha pesato sul portafoglio. O meglio, lo ha alleggerito.

«Caro sindaco, complimenti per tutto ma vorrei farle un piccolo appunto. Il servizio pubblico di taxi dovrebbe essere incoraggiato! Anziani, persone con disabilità e turisti chiedono a gran voce di aiutare i taxisti e loro stessi di rendere questo prezioso servizio accessibile a tutti. Ho utilizzato un taxi da Villa Marina a Rimini al modico prezzo di 65 euro: non è possibile giustificare 18 chilometri con un onorario così esoso (si parla di circa 3,6 euro al chilometro, ndc), perché a questo punto non è più un servizio pubblico. Le chiedo quindi di aiutare la categoria dei taxisti e le categorie di utenza sopraaccennate a rendere più accessibile questo importante servizio pubblico che darebbe il suo ulteriore fiore all’occhiello all’immagine meravigliosa di Rimini. Non do consigli perché lei saprà fare del suo meglio. Grazie a tutti per questi meravigliosi giorni passati con voi ridendo, scherzando e qualche volta piangendo. La vita continua, Covid o non Covid».