Martedì 11 Agosto02:33:20
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Parco Eolico: sindaco Rimini dice no "a questo progetto sfregiante per il paesaggio marino"

Individuate alcune criticità. "Non è un no definitivo, ma servono modifiche"

Attualità Rimini | 16:23 - 03 Luglio 2020 Andrea Gnassi, sindaco di Rimini Andrea Gnassi, sindaco di Rimini.


Entro il 4 luglio il Comune di Rimini depositerà, presso l'ufficio locale della Capitaneria di Porto, le proprie osservazioni sul progetto del parco eolico offshore al largo della costa riminese. Lo annuncia il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, che riassume la posizione dell'amministrazione comunale: sì alla produzione di energia pulita e rinnovabile, sì alla riduzione del consumo di fonti fossili, no a questo progetto del parco eolico, che, evidenzia, «non va bene».

Gnassi puntualizza che l'amministrazione si limita a esprimere osservazioni tecniche, senza voler aderire «a un dibattito ideologico o superficiale» e che è necessario energia pulita, ma no se devono essere ripetuti «gli errori del passato, quando si diceva che per avere sviluppo bisognava comunque e sempre costruire, consumare suolo fin dentro al mare, senza poi fare le fogne come si doveva». Il progetto non convince, in primis per «la questione dell'impatto visivo sul paesaggio naturale che si chiama mare e non polo energetico marino». Il Comune di Rimini chiede un intervento che abbia «impatto visivo nullo, a distanze superiori e certificate».  Aggiunge Gnassi: «Se la riconversione sta portando alla chiusura degli scarichi a mare con il nuovo sistema fognario, come può tale riconversione convivere con un enorme e visibilissimo 'buco nero' di 59 pale eoliche che raggiungono un'altezza fino a 200 metri, a poche miglia dalla costa?».  

Seconda questione rilevante, per l'amministrazione comunale, è l'attività della pesca e della marineria, «i problemi di sicurezza alla navigazione delle imbarcazioni delle imprese di pesca».  Nel dettaglio, si ritiene sbagliata «anche l'eventuale disposizione del campo eolico nella porzione dell'area marina indicata; non è pensabile limitare spazi marittimi in cui è possibile esercitare l'attività della pesca e non solo questa».

Terza tematica è quella del punto di approdo a terra e stazione di conversione: «Non ci siamo», commenta laconicamente Gnassi, in quanto «le soluzioni che emergono dalla proposta non sono sostenibili», poiché «il tema di eventuali emissioni elettromagnetiche a cui far fronte eventualmente non può essere risolto con la mitigazione, semmai con l'effetto zero». L'amministrazione comunale di Rimini però non pensa solamente alla costa: «Deve essere netto e chiaro il messaggio che non ci debba essere alcun impatto sul territorio collinare, sul quale peraltro si sta investendo per progetti turistici legati alla bellezza del paesaggio e alla cultura del cibo e del vino».

Gnassi evidenzia infine che «sul fine vita dell'impianto eolico non sono evidenti nel progetto le necessarie garanzie circa lo smantellamento della centrale una volta esaurita» e che «emerge la necessità di evidenziare anche tecnicamente le soluzioni per una completa rimozione dell'impianto e delle strutture necessarie al suo funzionamento al termine dello sfruttamento del campo eolico». Relativamente agli effetti sull'avifauna e la biodiversità, l'amministrazione comunale di Rimini attende i risultati della Via (Valutazione di Impatto Ambientale) prima di pronunciarsi. 

In definitiva l'attuale progetto non piace al Comune di Rimini: «L'impatto sulla 'linea blu' del paesaggio (quella 'riga blu' come la chiamava Tonino Guerra, che unisce il mare alla bellezza delle nostre colline) sarebbe evidente e sfregiante; così come le opere a terra di connessione risulterebbero invasive». Quello di Rimini non è comunque «un no a prescindere al progetto», chiosa Gnassi.