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Rimini: le telecamere Rai raccontano i centri estivi dei ragazzi autistici

Il vicesindaco Lisi: "Chi incontriamo si appassiona a questi ragazzi e alle attività"

Attualità Rimini | 14:17 - 03 Luglio 2020 Alcuni momenti delle riprese della troupe di Rai 3 Alcuni momenti delle riprese della troupe di Rai 3.

«La spiaggia all'altezza del bagno 153, a Miramare – ricorda Gloria Lisi, Vicesindaco con delega alla protezione sociale -  è stata la prima a riaprire dopo l'emergenza sanitaria, per permettere ai ragazzi con autismo di riappropriarsi della libertà, degli spazi aperti e del nostro mare; oggi siamo ancora qui perché da quella esperienza è nata l'idea del primo progetto di Centro estivo dedicato a questi ragazzi e alle loro famiglie».

Queste le parole con le quali è stata accolta la troupe di Rai3 intervenuta per documentare  "Un'estate speciale... a Palazzo", il servizio estivo voluto e sostenuto dal Comune di Rimini, dai comuni del Distretto Nord e dall'Ausl della Romagna per bambini e ragazzi con autismo, che più di altri hanno sofferto i limiti imposti dal distanziamento dovuto al Covid-19.

Le attività del progetto

Sono 16 i bambini e i ragazzi che, dal 22 giugno e per tutta l'estate, frequenteranno un centro estivo a loro dedicato, a palazzo Soleri, nel centro storico, dove ha sede la Fondazione San Giuseppe per l'Aiuto Materno e Infantile, storico ente riminese impegnato da sempre nella crescita dei bambini e a sostegno delle famiglie. Il servizio è gestito dalla stessa fondazione e dalla Cooperativa Sociale Il Millepiedi, da anni impegnata nella gestione e nel coordinamento di servizi educativi per minori e propone svariate attività per i ragazzi, sia in sede sia all'aperto, tra centro storico, parchi e spiaggia.

«Un progetto basato sul concetto di autonomia – spiega Marina Fabbri, direttore della Fondazione San Giuseppe di Rimini – per ragazzi che vanno dai dodici ai venti anni. Ci sono laboratori di falegnameria, di graffiti, di cucina, aree per lo svago come il biliardino e i giochi di società, tutte attività in cui i ragazzi svolgono un ruolo attivo. Grazie al lavoro educativo sono sviluppate le autonomie dei ragazzi in base alla loro età, con la possibilità di muoversi alla scoperta della città e delle bellezze culturali e ricreative che questa offre. Il lavoro in piccoli gruppi e in alcuni casi anche individuale, oltre a garantire la giusta sicurezza prevista dalle disposizioni regionali in materia di prevenzione sanitaria, consente ai ragazzi di portare avanti attività e conoscenze volte a potenziare il loro sviluppo sempre più autonomo. Palazzo Soleri, sede della nostra Fondazione, è da più di cento anni al servizio della nostra comunità. Per questo, anche simbolicamente, lo abbiamo voluto come sede di questo Centro estivo, per permettere ai ragazzi di andare nelle attività del centro storico per piccoli percorsi di autonomia  personale, per una merenda, per un caffè, per una commissione. Sono piccoli gesti ma che, con l'aiuto degli educatori, acquistano un grande significato umano e pedagogico».

Le attività nascono collaborazione fra i servizi pubblici e il privato sociale riminese, dove diverse competenze si integrano per rispondere ai bisogni del territorio, espressi e condivisi con un altro partner fondamentale, l'associazione Rimini autismo che collabora nella riuscita del progetto. Il coordinamento e la supervisione del centro estivo sono garantiti dal Centro Autismo dell'Ausl della Romagna che con professionisti competenti, segue i ragazzi e i loro progetti sia individuali che di gruppo.

«Un progetto pilotaconclude la Lisi che ci sta facendo conoscere potenzialità nuove, una sperimentazione frutto della collaborazione con le famiglie, le Istituzioni e il privato sociale. Chi incontriamo si appassiona a questi ragazzi e alle attività, come il servizio spiaggia dell'aeronautica militare, a Miramare, che ci ospita e supporta con grande partecipazione. Il periodo difficile del lockdown ci ha spinto a trovare posti nuovi, come il campo di don Pippo questo tratto di spiaggia davanti all'ex Colonia Bolognese ai ragazzi e bambini con disturbo dello spettro autistico, costretti nei mesi scorsi a dover rinunciare ad attività fondamentali quali la scuola e attività educative. Da un bisogno, da un problema, stiamo producendo un progetto nuovo ed inedito. Un servizio per le famiglie che diventa una opportunità per tutta la città- L'attenzione della Rai ci inorgoglisce e ci rinforza nella convinzione di continuare con quella che, ad oggi, si sta già dimostrando una scommessa vinta, grazie alle famiglie, agli educatori e alle istituzioni che la supportano ogni giorno, con una professionalità ed un amore davvero unico».