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Il Tar dà ragione al Comune di Rimini: ok divieto vendita alcolici ai minimarket dopo le 22

La sentenza evidenzia che la delibera comunale è motivata dal miglioramento delle condizioni di vivibilità nel centro urbano

Attualità Rimini | 12:47 - 01 Luglio 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Il tar dell'Emilia Romagna, con sentenza 435/2020 pubblicata il 29 giugno, ha respinto il ricorso avanzato contro il Comune di Rimini dai titolari dei minimarket, che contestavano la legittimità della norma introdotta da una delibera dell'agosto 2013, inerente al divieto di vendita di alcolici da asporto in vetro dopo le 22 (quello valevole dalle 21 per tutti i locali era stato introdotto a maggio e revocato ieri, martedì 30 giugno, per esigenze collegate alla pandemia da nuovo coronavirus). Attraverso quella delibera, il consiglio comunale di Rimini aveva modificato il Regolamento di polizia urbana, andando a definire limiti più stringenti per la vendita di bevande alcoliche da asporto, allo scopo di contrastarne l’abuso: nel dettaglio l’art. 34 ter del regolamento comunale prevede, sia per i pubblici esercizi sia per gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio e distributori automatici, il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione contenute in bottiglie di vetro a partire dalle 22. Una norma introdotta per evitare consumo smodato di alcolici in orario notturno, in particolare da parte dei più giovani, attratti dalla possibilità di acquistare nei market alcolici e superalcolici a prezzi contenuti. Un tema particolarmente rilevante nel periodo estivo, quando i minimarket restano aperti anche oltre la mezzanotte, orario oltre il quale, per regolamento, non si possono vendere bevande alcoliche da asporto a prescindere dal tipo di contenitore.

E in merito il Tar ha disposto che la delibera del consiglio comunale di Rimini non ha interferito con la liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali (materia di competenza dello Stato), ma sia semplicemente intervenuta a limitare la vendita di una specifica tipologia di prodotto in una precisa fascia oraria. I ricorrenti lamentavano anche una disparità di trattamento rispetto agli esercizi di somministrazione e dunque una violazione dei principi di concorrenza: anche questo motivo di ricorso è stato completamente rigettato dal Tar, in quanto “la vendita da asporto di bevande alcoliche in bottiglie di vetro non è paragonabile alla somministrazione delle stesse in loco da parte dei bar o chioschi, considerato che in questo secondo caso il consumo passa attraverso il filtro del gestore presente durante il consumo e la fruizione direttamente sul posto della bevanda, esclude a priori il fenomeno dell’abbandono in strada delle bottiglie di vetro, sempre possibile invece nell’ipotesi di vendita delle stesse per asporto”. 

Allo stesso modo il Tar ha ritenuto priva di fondamento la presunta incongruità delle misure adottate dall’amministrazione comunale, rispetto all’obiettivo del contenimento del degrado urbano: “la Delibera impugnata si legge nella sentenza - risulta legittima nella parte in cui, vietando la vendita di alcolici da asporto in bottiglie di vetro la sera tardi, certamente riduce concretamente comportamenti idonei a determinare un pregiudizio per il decoro urbano, con ciò migliorando le condizioni di vivibilità nel centro urbano e garantendo maggiore sicurezza per la collettività”. Il Tribunale ha quindi rigettato il ricorso condannando la parte ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio, pari a 2mila euro.

«La sentenza del Tar sgombra in maniera inequivocabile qualsiasi dubbio rispetto all’operato dell’Ente – sottolinea l’amministrazione comunale di Rimini –. Lo scopo infatti è esclusivamente quello di prevenire l’abuso di alcolici con tutte le conseguenze annesse. Non a caso la modifica del regolamento è solo una delle azioni introdotte dall’amministrazione che ha sempre ritenuto prioritario contrastare, con tutti gli strumenti a disposizione, un fenomeno purtroppo ampiamente diffuso e che come è risaputo ha impatti sociali oltre che sulla vivibilità urbana. Abbiamo accompagnato ordinanze e regolamenti ad un continuo lavoro di controllo e sanzionamento, che proseguirà anche quest’estate, oggi incoraggiati anche da questa pronuncia del Tar che ci spinge a mantenere alta l’attenzione sul tema». 

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