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Una borraccia contro la calura in cantiere, a un anno dalla morte di un operaio a Santarcangelo

La Fillea Cgil ha voluto fare quest'azione dimostrativa per rimarcare la vicinanza al settore

Attualità Rimini | 16:34 - 29 Giugno 2020 La consegna delle borracce da parte di Fillea Cgil di Rimini La consegna delle borracce da parte di Fillea Cgil di Rimini.

Una borraccia d’acqua fresca consegnata agli operai, un gesto simbolico per rimarcare, anche in queste settimane di calura estiva, quanto sia importante lavorare in sicurezza. Proprio il 29 gennaio di un anno fa moriva un lavoratore edile di 60 anni, vittima di un colpo di calore mentre lavorava sul tetto in un cantiere a Santarcangelo di Romagna. «Un dramma che vorremmo non si ripetesse più», scrive il segretario generale di Fillea Cgil di Rimini Renzo Crociati.

«L’edilizia è un settore ad alto rischio per l’incolumità degli operai e solo nell’ultimo mese e mezzo ha fatto registrare nella provincia di Rimini 3 infortuni, di cui uno mortale. In questo periodo i lavoratori delle costruzioni stanno lavorando a ritmi incessanti per recuperare il tempo di interruzione dei lavori dovuti all’emergenza sanitaria. Ritenendo necessario un maggiore coinvolgimento dei vari sistemi di controllo e vigilanza, abbiamo chiesto un confronto con l’unità sanitaria locale per sollecitare ulteriori misure di prevenzione specifiche. Se il caldo è eccessivo bisogna garantire la salute dei lavoratori con pause lunghe, acqua fresca e integratori a disposizione e, se necessario, con l’interruzione del lavoro e il ricorso alla cassa integrazione come si fa in inverno per il maltempo. Sollecitiamo l’utilizzo di questo strumento nel territorio di Rimini dove troppo raramente viene preso in considerazione per quelle giornate che la Protezione civile indica con il ‘bollino rosso’, quando alle alte temperature si unisce l’elevato tasso di umidità».