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Covid-19, modifica al regolamento sulle piscine: dal Riccione l'input alla Regione

Servono 4mq tra persona per ogni tipo di piscina, se non c'è attività natatoria

Attualità Riccione | 13:10 - 28 Giugno 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Il consigliere comunale di Riccione Simone Imola (Pd) ringrazia l'assessore regionale al turismo Andrea Corsini per aver accettato una sua richiesta inerente al protocollo di sicurezza per le piscine in spiaggia. Il tema posto da Imola riguardava "l’abbassamento del coefficiente relativo ai metri quadrati in base ai quali calcolare l’afflusso delle persone nelle piscine".  Il protocollo prevede per la tipologia A (piscine pubbliche aperte o private aperte al pubblico, coperte e scoperte, ricreative, per il benessere, per la balneazione e per il gioco acquatico) che la densità di affollamento in vasca sia calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona.

"La mia richiesta andava nella direzione di adeguare il parametro a quello inerente le piscine degli hotel, che prevede di calcolare ai fini dell’afflusso 4 mq di superficie di acqua a persona - evidenzia Imola -  questo al fine di farmi carico di una esigenza sentita da diversi operatori che all’interno del proprio stabilimento balneare offrono il servizio di piscina e che col parametro dei 7/mq di acqua per persona avrebbero avuto difficoltà nella gestione delle entrate alle piscine, sia per il l’elevato numero di richieste che c’è per tale servizio ma anche per quanto riguarda la gestione delle prenotazioni".

La Regione Emilia-Romagna il 25 giugno ha emesso una ordinanza su diversi provvedimenti e in tale occasione, con data a valere dal 26 giugno, ha espresso anche un chiarimento ufficiale inerente proprio le vasche e le aree solarium, in base al quale la densità di affollamento nelle vasche dove si può nuotare è calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona, mentre qualora non sia consentita l’attività natatoria, è sufficiente calcolare un indice di 4 mq di superficie di acqua a persona.

"Il discrime quindi non riguarda più le piscine situate in spiaggia o in altri luoghi bensì il fatto se vi sia effettuata o meno attività natatoria", sottolinea Imola, che elogia "la grande sensibilità della Regione alle richieste del territorio e degli operatori", e "l'attenzione verso quegli operatori che, seppur si trovano a dover far fronte ad una stagione turistica complicata per i ben noti motivi riguardanti l’emergenza sanitaria, si sono rimboccati le maniche e lavorato sodo per preparare strutture ricettive e stabilimenti in sicurezza e per accogliere i turisti come sempre in Romagna abbiamo saputo fare".