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Sanità, le preoccupazioni del sindaco di Rimini: "Non arretrare sull'Ausl unica"

Nota del sindaco Gnassi: "Ritorno ai campanlismi, l'unione della sanità rischia di affievolirsi"

Attualità Rimini | 12:48 - 27 Giugno 2020 Andrea Gnassi davanti al Municipio di Rimini Andrea Gnassi davanti al Municipio di Rimini.

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi torna sull'elezione di Tiziano Carradori a direttore generale dell'Ausl Romagna. Il primo cittadino ribadisce il proprio favore verso la soluzione dell'area vasta per la sanità: «Poter contare sui migliori chirurghi, specialisti medici, operatori, in un raggio geografico di pochi chilometri, significa aver fatto scelte mirate alla qualità del servizio. Un esempio per tutti: che senso ha avere 4/5 mediocri chirurgie sottocasa quando puoi contare sulla migliore ad appena mezz'ora di distanza? Questa è l'area vasta della sanità in Romagna, insieme a una struttura a rete che consente in ogni luogo di avere le migliori prestazioni e cure per i pazienti». Il tutto in un momento in cui i Comuni tendono invece a riabbracciare forme di campanlismo, una forma di difesa in un momento di difficoltà economica, «in un paese senza riforme, in crisi economica, con Province a bagnomaria, uno stato/governo centrale spesso lento nelle risposte, un ruolo delle Regioni forte e nel nostro caso positivo, ma per definizione distante dal contatto con il cittadino». «Essendo i Comuni esposti ad ogni problema, li vede di fatto concentrarsi nel perseguire obiettivi e interessi (insisto, legittimi) esclusivamente territoriali/campanilistici», sottolinea Gnassi, secondo cui «l'unione della sanità romagnola è parte fondamentale di una visione strategica sulla Romagna che, forse mi sbaglierò, mi pare rischi di affievolirsi». La preoccupazione del primo cittadino è infatti che il cambio di direzione costituisca una svolta: «Non vorrei che, chiusa una fase, qualcuno in Romagna si sentisse finalmente sollevato dalla conclusione del ciclo di una direzione della ASL che con i suoi limiti, certo, un pregio lo ha avuto: non aver privilegiato o assecondato pressioni campanilistiche o territoriali, per, al contrario, difendere un progetto di area vasta». Gnassi chiede garanzie alla nuova direzione, sulla continuità del progetto avviato da Tonini e sulla prosecuzione del sistema a rete. E per ciò che concerne l'ex dg dell'Ausl Romagna, Gnassi spende parole al miele: «Senza la direzione di Tonini, la sua passione, la sua competenza, abnegazione e tenacia (con pregi e difetti come tutti) non ci sarebbe stata di fatto l'area vasta, ma avrebbero prevalso campanili sanitari, e, probabilmente nei fatti, il ritorno ad Asl singole. Esattamente il rischio che non vogliamo avere davanti. A Tonini va anche un ringraziamento per avere gestito l'ultima drammatica fase del Covid. Senza a volte determinate prese di posizione del direttore uscente, anche le ordinanze restrittive e le misure per provare ad avere meno morti possibili per il Covid in Romagna sarebbero state meno incisive».