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"No passi indietro su unità Ausl Romagna:" sindaci centrosinistra scrivono al nuovo dg Carradori

Nella lettera sottolineano la necessità post Covid-19 di potenziare l'assistenza domiciliare ai pazienti

Attualità Rimini | 08:01 - 27 Giugno 2020 Tiziano Carradori, nuovo dg dell'Ausl Romagna Tiziano Carradori, nuovo dg dell'Ausl Romagna.

Tiziano Carradori è il successore di Marcello Tonini alla guida dell'Ausl Romagna. I sindaci del centro sinistra della Provincia di Rimini e il sindaco pentastellato di Cattolica, Mariano Gennari, hanno firmato una lettera aperta chiedendo di non fare passi indietro rispetto all'area vasta (Ausl Romagna) creata negli anni "con coraggio attraverso cambiamenti importanti per i singoli territori, in nome di un disegno d’insieme non più distrettuale o provinciale, ma allargato all’orizzonte della Romagna intera". Il valore dell'unità a livello sanitario, rimarcano i sindaci, è stato "ancor più evidente e prezioso durante l'emergenza sanitaria, che in Romagna ha trovato una risposta all’altezza grazie all’integrazione organica tra i territori". No quindi ai "campanilismi fuori dal tempo, al ripristino di uno stato di cose oramai superato nei fatti". Il monito è quello di  "lasciare da parte le rivendicazioni territoriali, privilegiando una visione d’insieme e scegliendo il dialogo e la concertazione tra Regione, Direzione Sanitaria, Istituzioni e comunità".

Ausl Romagna: serve potenziare l'assistenza domiciliare

I
 sindaci evidenziano i risultati ottenuti dall'Ausl Romagna, nel 2018 la migliore della regione assieme a Bologna e Reggio Emilia:  "un numero di 3,73 posti letto ogni 1.000 abitanti, pienamente rispettoso degli standard nazionali e regionali; tempi di attesa inferiori a 30 giorni per visite e 60 giorni per prestazioni ambulatoriali monitorate; il tasso standardizzato di mortalità generale più basso della regione (823/100.000 abitanti); un incremento di personale dipendente superiore alle 1.000 unità negli ultimi 5 anni". Certo sono presenti ancora criticità, in particolare i tempi delle liste d'attesa devono essere necessariamente ridotti. Ma soprattutto l'emergenza sanitaria ha fatto emergere nuovi bisogni territoriali: case della salute e un incremento dell'assistenza domiciliare. E' necessario portare la sanità anche fuori dagli ospedali. Serve quindi un potenziamento della rete esistente e questo deve essere una priorità per la direzione Carradori. La direttrice deve essere comunque, a detta dei sindaci, portare "avanti il disegno riorganizzativo delineato con il Piano di riordino approvato nel 2016. Un disegno che dovrà essere condotto e attuato senza tentennamenti né ripensamenti di qualsivoglia tipo o motivazione e, anzi, allargandone la portata e l’impatto sulla vita dei cittadini alla luce delle problematiche emerse a causa della pandemia da Covid 19".