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L'albergo ospita, il ristorante cucina: l'app Tic2Trip vuole cambiare il modo di fare vacanza a Rimini

Da turisti dell'albergo a ospiti del territorio: con i crediti si può andare a mangiare dove si vuole. E non solo

Attualità Rimini | 17:51 - 26 Giugno 2020 La grafica del nuovo portale Tic2trip La grafica del nuovo portale Tic2trip.

Si chiama Tic2Trip e promette di cambiare il paradigma delle vacanze lunghe sulla riviera riminese, e non soltanto. Nasce in casa Seemm Paname la seconda applicazione made in Rimini per cambiare prima il modo di vivere la spiaggia (con Your beach) e ora l'intero pacchetto viaggio, pasti inclusi. Ci sono infatti molti alberghi che per colpa delle nuove disposizioni e delle difficoltà economiche conseguenti la quarantena hanno scelto di non aprire le loro cucine. Ebbene, questo sistema dà loro la possibilità di offrire ai clienti pacchetti da mezza pensione o pensione completa, senza il vincolo di pranzare o cenare in struttura ma con la possibilità di spostarsi in un ristorante (anche dell'entroterra) e di spendere i propri crediti utilizzando una semplice applicazione, oppure un voucher cartaceo. Non solo per mangiare, ma anche per usufruire di un servizio o visitare un sito storico o un museo. Insomma sono crediti spendibili tra le attività aderenti, che ad oggi sono già un centinaio tra alberghi e ristoranti ma che aumenteranno sicuramente in previsione dell'uscita ufficiale dell'app sugli store, prevista per il primo luglio.

Il sistema è stato pensato non per arricchire nessuno, ma per far ripartire in modo più agevole la macchina riminese dell'accoglienza, in un momento di grossa difficoltà per tutti, in cui molte strutture ricettive faticano ancora ad aprire e altre a riempirsi mentre tanti ristoranti non vedono l'ombra di un cliente durante l'apertura feriale. L'iniziativa, sposata dal Comune di Rimini assieme a Federalberghi e Fipe-Confcommercio di Rimini, è stata presentata in conferenza stampa con parole entusiastiche da parte dei suoi promotori e destinatari.

«I cambiamenti avvengono per le motivazioni più strane», sottolinea la presidente di Aia Patrizia Rinaldis, «quando abbiamo avuto le prime cucine chiuse ci siamo chiesti cosa poter offrire ai nostri clienti. Ecco la risposta: lasciare al turista la libertà di scegliere, affidandosi a una pensione completa in struttura oppure sapendo di poter contare su una risposta integrata, e non sostitutiva, dei ristoranti del territorio. Vogliamo così offrire un nuovo modello di vacanza». Aggiunge Gaetano Callà di Fipe: «Rimini è da sempre un villaggio a cielo aperto: i tempi ormai sono maturi per rafforzare la collaborazione tra albergatori e ristoratori e non togliere niente a nessuno, ma anzi fare squadra. Siamo un modello su tante cose, vogliamo esserlo anche su questo».

Altro grande obiettivo prefissato è la destagionalizzazione, oltre che garantire la consegna dei pasti in spiaggia, rafforzare la rete con l'entroterra. I crediti potranno essere venduti ai propri clienti soltanto da parte degli albergatori, in modo da impedire la dispersione delle energie. Per ogni credito, pari a due euro, sono trattenuti 4 centesimi a favore del progetto e dei suoi aderenti.

Francesca Valente