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Parco Eolico nel mare, ferve il dibattito in regione. Assessore Colla: "Nulla di deciso"

Attacca il consigliere di Fratelli d'Italia Barcaiuolo: "Devastante impatto paesaggistico"

Attualità Rimini | 12:36 - 23 Giugno 2020 Michele Barcaiuolo Michele Barcaiuolo.

Qual è la posizione della Regione riguardo alla costruzione di un impianto eolico davanti alla costa della provincia di Rimini? Lo chiede in Aula con question time Michele Barcaiuolo (Fratelli d'Italia) riferendosi a una "delibera regionale di 15 anni fa che autorizzerebbe la realizzazione di un progetto con un devastante impatto paesaggistico" avanzato da Energia Wind 2020.

"Cinquantanove pale eoliche alte ben oltre i 125 metri a poche miglia dalla costa perfettamente visibili all'orizzonte, su due piattaforme marine in acciaio di 40 metri di diametro", commenta il consigliere descrivendo il progetto, "tutto questo per risultati energetici al di sotto delle aspettative visto che solo la costruzione delle pale eoliche richiede una quantità di energia che è circa il 10 per cento di quella prodotta nell’intero loro ciclo di vita".

Inoltre, continua il consigliere, i comuni sui quali questo tipo di opera insisterà "sia visivamente che acusticamente non sono mai stati coinvolti": da qui la richiesta di bloccare il progetto. "La domanda di concessione avanzata da Energia Wind 2020 rimarrà depositata nella Capitaneria di Porto di Rimini fino al 4 luglio del 2020, termine perentorio per presentare eventuali osservazioni", aggiunge Barcaiuolo.

"Niente è stato deciso, abbiamo tutto il tempo di formulare le nostre valutazioni," chiarisce l'assessore allo sviluppo economico e green economy, Vincenzo Colla, "la competenza non è della Regione ma del ministero dei trasporti, del ministero per lo Sviluppo economico e del ministero dell'Ambiente. Dopo l'autorizzazione della Capitaneria di Porto, alla Regione spetterà la valutazione di impatto ambientale, ma verranno coinvolti sia i Comuni che le forze economiche e sociali" assicura l'esponente della Giunta. "La salvaguardia del turismo è oggi la nostra priorità," conclude.

Barcaiuolo, però, si dichiara "non soddisfatto" dalla risposta. "Questo scarico di competenze mi lascia perplesso. Sono passati ormai 15 anni dalla prima delibera e ancora non c'è stato alcun coinvolgimento dei Comuni. Credo che la Regione debba prendere posizione invece che lavarsene la mani".