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Attacchi dei lupi, sbranati sette ovini a Sant’Agata Feltria

Il branco ha attaccato pochi giorni fa in pieno giorno in una azienda agricola

Attualità Sant' Agata Feltria | 10:19 - 23 Giugno 2020 Uno degli ovini attaccati - Foto Andrea Gabrielli Uno degli ovini attaccati - Foto Andrea Gabrielli.

Oltre ai cinghiali nel riminese preoccupa sempre più la presenza  dei lupi, come testimoniato dagli attacchi che si stanno susseguendo ai danni degli allevamenti di pecore, vitelli e bovini adulti della collina. 
A sottolinearlo, alla luce anche del recente episodio avvenuto ai danni dell’azienda agricola di Andrea Gabrielli a Sant’Agata Feltria (loc.Palazzo) è Guido Cardelli Masini Palazzi, Presidente Coldiretti Rimini. Pochi giorni fa, per di più in pieno giorno, i predatori, in branco, hanno infatti attaccato, ucciso e sbranato 7 ovini (4 pecore in selezione da riproduzione e 3 agnelli).

“Col ritorno del lupo, che ha stravolto le abitudini di una pratica storica, il lavoro dei pastori e degli allevatori – afferma Cardelli Masini Palazzi  – sta divenendo sempre più complesso e oneroso. Non è infatti più possibile lasciare gli animali allo stato brado, impiegando il tempo in tutte le altre attività che caratterizzano l'agricoltura di montagna, dalla mungitura del latte alla fienagione. Negli ultimi anni si è infatti reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle da attacchi sempre più frequenti”. 
Sempre in questi ultimi giorni, peraltro, si registra un nuovo episodio a Casteldelci dove un vitello è stato sgozzato e di un altro si sono perse le tracce.

"Oltre a dover fare la conta dei danni diretti, quelli relativi agli animali uccisi, gli allevatori – denuncia Coldiretti Rimini - subiscono anche pesanti perdite economiche indirette, per i quali non è prevista alcuna forma di indennizzo. In seguito agli attacchi da lupi, infatti, oltre agli animali che si disperdono (e se le carcasse non vengono trovate l’allevatore non ha nemmeno diritto al risarcimento!), c’è da mettere in conto lo stress subito dagli animali che provoca aborti e drastiche riduzioni della produzione di latte, tutti fattori che comportano enormi danni economici. "
“I risarcimenti – afferma Anacleto Malara, Direttore di Coldiretti Rimini – dovrebbero quindi essere congrui, tenendo conto dei danni diretti e indiretti subiti perché i soldi pubblici non sono certo un arricchimento o un aiuto indebito, ma solo un dovuto sostegno a chi deve ricostituire un’azienda compromessa da fattori esterni, come appunto i lupi che, in condizioni normali non dovrebbero potersi spingere nelle nostre realtà territoriali fino ad una mandria al pascolo o ad un gregge”. 

Contro il lupo al momento l’unica possibilità è prevenire gli attacchi a greggi e mandrie con recinzioni e impianti estremamente costosi. “La Regione Emilia Romagna sul fronte dei danni –  precisa Giorgio Ricci, Vicedirettore di Coldiretti Rimini – è intervenuta con i finanziamenti per la prevenzione, ma le risorse sono insufficienti e in molti casi gli attacchi si manifestano anche in presenza di recinti, dissuasori acustici, cani da guardiania. Ci troviamo a dover lottare contro chi dipinge l’agricoltore come usurpatore del territorio quando, invece, l’agricoltore è il primo custode del territorio. Semmai – denuncia Ricci - è ora che il problema della scomparsa di greggi e mandrie vada letta per quello che è, ossia il perfetto esempio di un equilibrio perduto a causa dei mancati provvedimenti assunti per contenere in maniera adeguata i selvatici. Quello che forse sfugge a molti – conclude il Vicedirettore - è il fatto che serve responsabilità nella difesa dei tanti pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio, contro degrado, frane e alluvioni che minacciano anche la città”.