Giovedý 02 Luglio12:16:26
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Ian Fleming e James Bond, i paralleli

le prime similitudini fra Fleming e Bond emergono dai trascorsi militari di Fleming

Attualità Nazionale | 11:43 - 22 Giugno 2020 Ian Fleming e James Bond, i paralleli

È difficile pensare che al giorno d’oggi esista qualcuno che non abbia idea di chi sia James Bond. Il personaggio infatti è il protagonista della saga più longeva del mondo del cinema, cominciata con il primo film nel 1962 e dipanatasi, lungo 24 pellicole, fino al 2015. Nel corso degli ultimi mesi di quest’anno, inoltre, è prevista l’uscita di un nuovo film, portando il totale a 25 pellicole “canoniche” e con la prospettiva di continuare a portare sul grande schermo nuove avventure. L’agente segreto britannico è a buon diritto parte integrante della cultura popolare, grazie soprattutto all’interpretazione datane da alcuni dei volti più noti del cinema degli ultimi decenni. È altrettanto pacifico che sia ben nota la nascita su carta del personaggio: la prima apparizione infatti risale al romanzo Casino Royale, del 1953, scritto in Giamaica da Ian Fleming, che per il suo agente segreto si è largamente ispirato a episodi da lui realmente vissuti nel periodo in cui è stato a sua volta impiegato nel servizio di intelligence militare inglese. Ciò che probabilmente non è altrettanto noto, invece, sono i legami fra i due: il personaggio di Bond è fortemente autobiografico, e a sua volta Fleming si era talmente immedesimato con la sua creazione da adottare comportamenti riconducibili a quanto scriveva dello stesso.

Come prevedibile, le prime similitudini fra Fleming e Bond emergono dai trascorsi militari di Fleming. Lo scrittore infatti si era arruolato nel servizio di intelligence della marina inglese come assistente del direttore del servizio, e i suoi compiti erano incentrati su attività di sabotaggio, spionaggio e depistaggio. Fu infatti direttore di un’unità di commandos da lui stesso creata, che si occupava della raccolta di documenti e materiale di intelligence sul campo di battaglia. Si occupò dello studio di tattiche che, attraverso la diffusione di falsi documenti, traessero in inganno unità navali nemiche. Inoltre, al pari del famoso analista e matematico Alan Turing, lavorò alla sfida lanciata dal cifrario tedesco Enigma. La sua unità di commandos partecipò, nel 1942, a uno sbarco in Francia dove, grazie alla copertura di quest’ultimo, avrebbe dovuto occuparsi di trafugare un cifrario Enigma che si riteneva fosse nella cittadina di Dieppe. Fu persino ideatore di un piano, poi mai effettuato, che prevedeva di inscenare un naufragio di un bombardiere tedesco nel Canale della Manica, con l’utilizzo di un equipaggio che parlasse tedesco, in maniera tale da dirottare il mezzo che si prevedeva sarebbe stato mandato in soccorso. Le avventure di Bond devono evidentemente tanto alle esperienze belliche del suo autore.

Il carattere di Bond, a sua volta, è ampiamente plasmato sulla base di quello dello stesso Fleming. Bond è dipinto come carismatico, affascinante, frequentatore di casinò e donnaiolo, caratteristiche che spiccano in particolare fra le numerose altre: tutte peculiarità che richiamano da vicino le esperienze formative di Fleming in Austria, paese nel quale venne mandato a studiare dalla famiglia, dove viene descritto come brillante e affascinante. Lo stesso debole dell’agente segreto per le cosiddette Bond Girls è ispirato da un evento biografico. Nel primo romanzo della serie, Casino Royale, viene introdotta la figura di Vesper Lynd, le cui vicende segnano profondamente Bond, allo stesso modo in cui Fleming fu fortemente segnato dalla morte, avvenuta durante un bombardamento nel 1944, della sua amante Muriel Wright.

Infine, è interessante notare come non solo i trascorsi di Fleming influenzarono la sua scrittura su Bond: la “relazione” fra i due era caratterizzata dalla reciprocità, e per quanto strano non è sbagliato dire che in questo caso la creazione abbia influenzato il creatore. Lo scrittore si dedicò alla stesura dei romanzi in una tenuta in Giamaica, nella quale adottò un ritmo produttivo marziale: durante i due mesi di permanenza, fra gennaio e marzo di ogni anno, le ferree regole che si autoimponeva gli hanno permesso di produrre un romanzo all’anno, dal 1952 al 1964, anno della morte. Il soggiorno tropicale nella tenuta di Goldeneye, nome ispiratogli da un’operazione militare alla quale partecipò, ebbe l’effetto di far immedesimare sempre più Fleming nel protagonista dei suoi romanzi: iniziò a assumere alcolici in maniera molto più frequente, e soprattutto prese a farsi spedire da Londra sigarette appositamente confezionate per lui con una miscela di tabacco personalizzata, esattamente come Bond.