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Prima raccolta rifiuti post Covid per i volontari di Legambiente, all'invaso del ponte di Tiberio

L'iniziativa fa parte di Green Eye 2.0, un progetto che si focalizza sul concetto di cittadinanza attiva

Attualità Rimini | 16:05 - 20 Giugno 2020 I volontari impegnati nella pulizia I volontari impegnati nella pulizia.


L’associazione di volontariato “Legambiente Valmarecchia” nella giornata di venerdì 19 giugno ha effettuato una pulizia dell’invaso del ponte di Tiberio e delle vicine aree verdi. L’iniziativa fa parte di Green Eye 2.0, un progetto di Legambiente Emilia-Romagna, che si focalizza sulla cittadinanza attiva, nell’ambito di diverse tematiche ambientali ed è legato alle generazioni più giovani. Per questa azione “operativa” i volontari erano dotati di guanti, mascherine, pinze per raccogliere i rifiuti e di appositi sacchi neri in cui è stato conferito il materiale trovato, poi chiusi e gettati nel bidone dell’indifferenziato, come prescritto dalle norme anti-Covid 19.

Nonostante a un primo sguardo il parco Marecchia e l’area attigua al ponte di Tiberio possano sembrare pulite, con più attenzione si possono trovare innumerevoli tracce del passaggio dell’uomo, soprattutto rifiuti lasciati da non curanti cittadini. Gli oggetti rinvenuti più di frequente sono mozziconi, pacchetti di sigarette, tappi di bottiglie, carte di caramelle, e non mancano guanti e mascherine, eredità di questa pandemia. Oggetti che rappresentano momenti di quotidianità e, in quanto tali, destinati a restare nella nostra vita per poco tempo. Se abbandonati nell’ambiente possono avere gravi conseguenze sul futuro di diverse generazioni a venire, umane e animali. È facile immaginare come un guanto di plastica o una busta di un pacchetto di sigarette, con un leggero soffio di vento possa finire dal parco all’invaso del ponte. Da lì, cullato da una lieve corrente, può arrivare in mare. Questo potrebbe essere solo l’inizio di un lungo viaggio, in quanto la plastica ha un’aspettativa di vita pluricentenaria. Il problema, oltre al fatto che nessuno gradirebbe nuotare in un mare di plastica, è che le tartarughe, e altre creature marine, scambiano sacchetti, guanti e altri oggetti simili per meduse, che sono parte della loro alimentazione. Mangiandoli il loro stomaco percepisce un senso di sazietà anche se non viene assimilato nessun nutrimento, quindi questa alimentazione porterà alla loro morte. Da questo possiamo capire che basta un piccolo gesto, come portare a casa o gettare nei bidoni più vicini i rifiuti che si creano, per proteggere l’ambiente e tutte le creature che ci vivono.

"Legambiente Valmarecchia" invita gli interessati a far parte del team 
di Green Eye 2.0 per le azioni segnaletiche: "potrai far parte di gruppi Telegram gestiti dai volontari Legambiente per la segnalazione di criticità ambientali, per trovare una soluzione o intervenire".