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Le Unioni dei Comuni perdono pezzi: dopo Morciano, ora San Leo vuole lasciare la Valmarecchia

La scelta annunciata dall'amministrazione. Il segretario PD Sacchetti: "Scelta scellerata"

Attualità San Leo | 13:28 - 18 Giugno 2020 In primo piano il sindaco Leonardo Bindi In primo piano il sindaco Leonardo Bindi.

È la disgregazione delle Unioni dei comuni di vallata. Prima l’uscita di Morciano dalla Valconca, con la presidente Elena Castellari in aperto scontro con il sindaco Giorgio Ciotti. Ora l'annunciata fuoriuscita di San Leo dall’unione Valmarecchia, che l'amministrazione definisce un «gesto estremo verso un’organizzazione mal funzionante, che non risponde ai criteri previsti. Sono anni che i servizi convenzionati funzionano a macchia di leopardo, o non funzionano affatto», denuncia l'ente, che ripercorre le soluzioni messe sul tavolo per cercare di risolvere la situazione: unioni a 3 e 7 comuni (oltre a San Leo ne fanno parte Santarcangelo di Romagna, Verucchio, Novafeltria, Pennabilli, Poggio Torriana, Sant’Agata Feltria, Talamello, Maiolo e Casteldelci più Bellaria-Igea Marina) con una divisione in ambiti ottimali, unione a 10, 2 unioni una a 3 e l’altra a 7 che stipulano convenzioni tra loro. Tutte evidentemente poco rispondenti alle esigenze del piccolo paese arroccato all'ombra del forte.

Facendo un passo indietro, le Unioni sono nate un po’ in tutta Italia a partire dalla legge del 2000 e che, nel caso dell'Emilia-Romagna, a partire dal 2008 hanno dovuto sostituire le Comunità montane per assolvere alla funzione di aggregatori di servizi, per abbattere i costi e gestire funzioni (come la polizia locale, o i rifiuti) a livello sovracomunale. L'unione di Comuni Valmarecchia ha incorporato gli uffici ragioneria, servizi sociali (per Novafeltria e Santarcangelo), il Suap, la polizia locale e l'ufficio personale. L'unione Valconca (che riunisce otto Comuni) ha una struttura più articolata perché ha associato anche il sistema informatico, la protezione civile, la promozione del turismo, Inps, Inail e Centro per l'impiego, i servizi extrascuola per minori, l'avvocatura pubblica, l'autorizzazione paesaggistica e l'ufficio statistica.

«Liquidiamola e usciamone il più in fretta possibile», sentenzia l'amministrazione in una nota, «non vogliamo continuare a essere complici di questa gestione fallimentare. La nostra scelta di recessione è definitiva e già ci stiamo organizzando per riprendere in mano tutte le funzioni delegate partire dal primo gennaio».

Sul tema è intervenuto il segretario provinciale del PD Filippo Sacchetti definendo la scelta dei sindaci Bindi e Ciotti «scellerata. Le Unioni sono nate per valorizzare, sostenere, creare condizioni di equità. La legge regionale che le ha istituite andrebbe certo rivista, ma il patrimonio creato non può essere sprecato. Scelte come queste sono motivate da rincorsa al sovranismo in favore del proprio microcosmo, con cittadini che ne faranno le spese». E un appello finale: «Bindi e Ciotti, ripensateci. Non fatelo. Questi consigli comunali fatti all'oscuro della cittadinanza rendono tutto ancora più opaco e macchinoso ma queste esperienze meritano qualcosa di più».

Non poteva mancare la replica del gruppo "SiAmo San Leo" rappresentata in consiglio da Alessandro Tosarelli, Loris Camorani e Gianluca Campidelli: «Oltre che una provocazione politica, come l'ha definita il presidente della provincia Riziero Santi, per noi è una provocazione politica inutile e dannosa dal punto di vista economico e funzionale. Il nostro sindaco sta segando il ramo su cui è seduto. Gli uffici comunali sono già in affanno e destinati a soccombere, tutti i servizi saranno ridotti e questo ci sembra davvero un prezzo troppo alto per una battaglia politica centrata sull'ego di un sindaco». Il gruppo ricorda come l'accordo strategico con la Regione avrebbe portato in Valmarecchia 13 milioni di euro per investimenti, un valore che verrà perso con l'uscita dall'Unione per fare interventi diretti, numerosi dei quali già previsti (efficientamento energetico di palazzo Mediceo, realizzazione di un osservatorio geologico, investimenti strutturali condivisi, banda ultra larga, trasporto sociale, educazione al paesaggio e potenziamento delle aule di musica). (f.v.)