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Gianni Indino: "Lo Stato non dimentichi il settore fiere"

Il n.1 di Confcommercio chiede un sostegno al settore "colpito al cuore più di altri dalla pandemia"

Attualità Rimini | 17:43 - 17 Giugno 2020 GIanni Indino, presidente Confcommercio Rimini GIanni Indino, presidente Confcommercio Rimini.

Nuova riflessione di Gianni Indino, questa volta sul tema del comparto fieristico e congressuale, che ha un ruolo importante per l'andamento del turismo del territorio riminese, soprattutto nei mesi non estivi.   «Un settore colpito al cuore più di altri dalla pandemia e che senza un supporto forte da parte dello Stato rischia un tracollo che pagherà l’intera comunità», spiega il n.1 di Confcommercio Rimini. Italian Exhibition Group sta sviluppando il progetto "Safe Business", per ottemperare a tutti gli obblighi e ai protocolli sanitari, ma nel contempo le fiere rimangono attive solamente on-line. E il calendario primaverile è saltato. Rimini Wellness è stato spostato da giugno ad agosto e sarà l'evento della "ripartenza", da svolgersi in sicurezza nei grandi spazi esterni. 

«Bisognerà spingere forte sull’acceleratore per fare ripartire il cosiddetto “Lover” fieristico: un acronimo che sta per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le tre regioni che insieme contano la maggioranza delle fiere nazionali con corposi investimenti strutturali e di promozione», spiega Indino. Inoltre, aggiunge il n.1 della Confcommercio riminese,  «ogni euro investito nel settore fieristico/congressuale ha un moltiplicatore di 10, ovvero è uno dei comparti con il più alto moltiplicatore di indotto diretto e indiretto nell’economia nazionale e a maggior ragione sul nostro territorio».