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Farsi trovare pronti in caso di nuovi picchi o altre emergenze: la Regione riorganizza la sua sanità

Sul piatto 183 milioni per nuovi posti letto, spazi e servizi in casi di emergenza e non

Attualità Emilia Romagna | 14:42 - 17 Giugno 2020 L'assessore alla salute Donini con il presidente Bonaccini L'assessore alla salute Donini con il presidente Bonaccini.

Più posti letto in terapia intensiva,b riqualificazione delle aree semi-intensive, riorganizzazione e ristrutturazione dei pronto soccorso con relativo potenziamento del trasporto inter-ospedaliero dei pazienti. Ma anche strutture mobili per rispondere a eventuali picchi temporanei di fabbisogno di posti letto e percorsi specifici per seguire i pazienti Covid in fase di guarigione clinica.

Grazie al Piano di riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera regionale da 183 milioni di euro la Regione Emilia-Romagna punta a rendere strutturale la risposta all’aumento della domanda di assistenza nelle successive fasi dell’emergenza Covid oltre che a un eventuale secondo picco epidemico, quindi a fronteggiare ulteriori emergenze epidemiche.  

La somma messa a disposizione dallo Stato per la realizzazione del piano comprende: 33,3 milioni di euro per la terapia intensiva; 44,4 per le aree semi-intensive e i letti da riconvertire; 15 milioni per i pronto soccorso; 2,3 milioni destinati al potenziamento del trasposto in ambulanza con personale specializzato, 88 milioni per il personale necessario ad affrontare l’emergenza in essere, una manovra che interessa circa 4mila persone.

Prima dell’epidemia di Coronavirus, il servizio sanitario regionale contava su 449 posti letto di terapia intensiva tra pubblici (371) e privati (78). Ora lo standard ministeriale prevede, per ciascuna Regione, un incremento strutturale pari a 0,14 posti letto per mille abitanti; per l’Emilia-Romagna si traduce in +192 posti letto di terapia intensiva di cui 177 già realizzati e alcuni in corso di realizzazione e, solo in minima parte, in fase di progettazione, cui se ne aggiungono ulteriori 4 da parte del servizio sanitario che, sommati ai 449 di partenza, portano a 645 le unità disponibili.

Articolato su 6 strutture ospedaliere e ospedaliero-universitarie del territorio aumentando la dotazione complessiva di 146 nuovi posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva, l’Hub regionale e nazionale per la terapia intensiva è già realtà, grazie a un lavoro di squadra e a un investimento di 26,5 milioni di euro (tra fondi statali e donazioni), che rientra nello stanziamento di 33,3. 

Per fronteggiare eventuali picchi temporanei, il piano prevede la creazione di altri 300 posti letto di terapia intensiva in quattro strutture movimentabili (75 posti per ognuna). 

Intanto si procederà alla riqualificazione di posti letto per l’area semi-intensiva con relativa dotazione impiantistica. Per l’Emilia-Romagna si calcola che servano 312 posti letto da individuare, riqualificare e riconvertire; il 50% (156) devono essere a loro volta convertibili, in casi di necessità, in posti letto di Terapia intensiva.

Garantire una quota di posti letto di area medica (con previsione di un tasso di occupazione al 40%) immediatamente destinabili a pazienti Covid, per fronteggiare eventuali recrudescenze. In Emilia-Romagna, 1471 su 3678 posti letto sono da identificare come “immediatamente destinabili” e dovranno essere coerenti con l’identificazione di Covid Hospital o di aree Covid che rispettino le caratteristiche di separazione degli spazi e dei flussi.

Un altro obiettivo è quello di seguire i pazienti Covid in fase di guarigione clinica ma spesso non ancora “negativizzati”. Occorre identificare diversi setting (e cioè dalla riabilitazione intensiva ospedaliera fino al domicilio) adeguati alla complessità del paziente e alla situazione post infezione. 

Sono state identificate le strutture di emergenza-urgenza ospedaliera che vanno mantenute operative anche nel corso di emergenze epidemiche, in relazione alle caratteristiche di sicurezza delle strutture e alle funzioni previste per il relativo ospedale.  Tra i nuovi requisiti per i Pronto soccorso le aree di pre-triage, l’area di attesa e l’ambulatorio per pazienti sospetti Covid, l’accesso dedicato ai mezzi di soccorso per pazienti in barella sospetti Covid, l’area di diagnostica radiologica dedicata al percorso Covid. 


La Regione Emilia-Romagna potenzierà infine il trasporto secondario, cioè inter-ospedaliero, di pazienti Covid. E questo sarà possibile mettendo in servizio un’ambulanza h 24 con infermiere e autista soccorritore per ogni centrale operativa 118, due infermieri per centrale operativa dedicati all’ambito disaster recovery, più medici rianimatori, e una maggiore disponibilità oraria delle ambulanze con infermiere e autista soccorritore anche per l’emergenza territoriale.