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Canoni pertinenziali, stangata in arrivo: sindaco Rimini e consigliere Pd Rossi sollecitano iniziative

Il primo cittadino riminese chiede ripristino dei canoni tabellari del 2007

Attualità Rimini | 14:29 - 17 Giugno 2020 Riviera di Rimini Riviera di Rimini.

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha inviato, a rappresentanti politici e amministrativi nazionali e regionali, una lettera ufficiale in cui focalizzare ancora una volta il grave problema dei cosiddetti ‘pertinenziali’. Il primo cittadino riminese sostiene l'emendamento, proposto nei mesi scorsi da Anci, che vuole dare soluzione permanente a un tema fondamentale per la sopravvivenza di centinaia di imprese e strategico per lo stesso sviluppo turistico futuro dei territori.

Nel dettaglio Gnassi chiede di ripristinare i canoni tabellari, non di mercato, precedenti al 2007, sia per i canoni pertinenziali da versare al demanio, sia per quelli ex demaniali ora passati ai Comuni, evitando il pagamento dei maxi canoni risultanti dalla riforma introdotta nel 2006 nell'ordinamento giudiziario: un'attività di Rimini ha visto un aumento da 2000 a 80.000 euro tra il 2006 e il 2006.

La lettera è stata indirizzata, tra gli altri, ai Ministri Francesco Boccia,  Dario Franceschini; ai senatori Gian Marco Centinaio, Marco Croatti,  Marco Di Maio, Daniele Manca; agli Onorevoli Umberto Buratti, Fabio Melilli, Alberto Pagani, Elena Raffaelli; al Presidente Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e all’Assessore al Turismo della Regione  Andrea Corsini.

Anche il consigliere regionale Nadia Rossi si è attivata sul tema, presentando alla giunta regionale una risoluzione che impegni la Regione Emilia Romagna a supportare le modifiche normative necessarie a rivedere i valori dei canoni pertinenziali, aumentati vertiginosamente in seguito alla Legge finanziaria del 2006. Nadia Rossi ricorda i due recenti emendamenti alla legge di stabilità 2014 promossi dal deputato del Pd Buratti: il primo per cercare di mettere ordine nei procedimenti giudiziari o amministrativi pendenti alla data del 31 dicembre 2019; il secondo che sospende ogni tipo di procedimento amministrativo o coattivo derivante dal mancato pagamento del canone. Emendamenti che vanno incontro ai concessionari e che ancora sono fermi sul tavolo del governo, «che ci auguriamo vengano finalmente sbloccati – sottolinea Rossima ad ogni modo non si può più prescindere da una revisione definitiva della disciplina per il calcolo dei canoni pertinenziali, che superi una volta per tutte l’applicazione dei valori Omi. E’ un passaggio non più rinviabile per uniformare i trattamenti alle differenti tipologie di soggetti privati che investono sul turismo».

La nota del sindaco di Rimini

Si tratta dei canoni commisurati ai valori di mercato che la Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2007) ha previsto per le cosiddette pertinenze demaniali marittime, ovvero quegli immobili con destinazione commerciale che, in quanto ritenuti di difficile rimozione, al termine del primo periodo di concessione sono stati acquisiti al pubblico demanio dello Stato.

L’applicazione delle disposizioni della legge di cui sopra ha determinato un irragionevole aumento dei canoni demaniali marittimi, passati in alcuni casi da poche migliaia di euro ad oltre centomila euro; l’aumento, peraltro, si configura ancora più irragionevole se confrontato con i canoni irrisori richiesti agli altri concessionari demaniali marittimi.
Quanto sopra, oltre a determinare un corposo contenzioso pendente sia innanzi ai giudici amministrativi che a quelli ordinari, ha messo in ginocchio oltre 300 imprese a cui in alcuni casi per parziale versamento del canone è stata tolta la concessione, concessione che paradossalmente non è stata assegnata a nessun altro per l’elevato ammontare del canone; gli avvisi pubblici, infatti, sono andati deserti e i beni pubblici risultano in stato di degrado e abbandono.

Va rilevato, inoltre, che la Legge di Stabilità per l’anno 2014 (Legge 27 dicembre 2013, n. 147) che ha introdotto la possibilità di definire il contenzioso derivante dall’applicazione dei valori di mercato con il pagamento agevolato di una somma pari al 30% di quanto dovuto, non ha risolto il problema neppure per il periodo di sanatoria previsto (2007 – 2013) in quanto soggetta ad interpretazioni diverse che hanno innescato ulteriori contenziosi.

I Comuni delegati all’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo sono costretti ad affrontare situazioni ingestibili con il timore da un lato che attività commerciali presenti sul territorio anziché concorrere all’incremento dell’offerta turistica possano divenire luoghi di degrado ed abbandono e dall’altro di subire indagini da parte della Corte dei Conti per non avere adottato le misure previste nei confronti dei concessionari per il parziale e/o mancato pagamento del canone.

Anci già da molto tempo e in più’ occasioni ha segnalato la necessità di un intervento del legislatore che ponga definitivamente fine alla situazione di cui sopra sottolineando anche lo scarsa incidenza che una misura a favore dei concessionari pertinenziali avrebbe sul bilancio dello Stato.

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