Giovedì 09 Luglio17:25:29
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Pecci (Lega) accusa: "Ritardi amministrativi Ausl, smart working non ha funzionato"

Il consigliere riminese dal Carroccio chiede controlli sulla produttività degli impiegati in smart working

Attualità Rimini | 13:23 - 14 Giugno 2020 "Il colosseo" sede della sezione di Rimini dell'Ausl Romagna "Il colosseo" sede della sezione di Rimini dell'Ausl Romagna.

Marzio Pecci, consigliere comunale di Rimini della Lega, in una nota giudica insufficiente i risultati dello smart working all'interno della sanità riminese, riferendosi agli uffici amministrativi, durante l'epidemia da nuovo coronavirus. In particolare Pecci accusa l'Ausl Romagna di ritardi nella programmazione della ripresa, parlando di «produttività molto bassa e di ritardi aumentati».

«Gli uffici amministrativi, deputati alla gestione degli appuntamenti, hanno avuto circa tre mesi di tempo per programmare la ripresa e non l'hanno fatto. Era immaginabile che al termine del lockdown ci sarebbe stato una ulteriore domanda di servizi che si sarebbe accumulata a quella passata ed allora occorre domandarsi: perché non ci si è preparati in tempo per far fronte alle richieste previste?,  Perché il Direttore Generale non ha dato disposizioni per pianificare la "normalizzazione" delle visite specialistiche?», accusa Pecci, che a queste domande dà una risposta: «Lo smart working nel pubblico non funziona. Il lockdown, che ha escluso ogni accesso agli Uffici da parte del pubblico, non ha consentito alla Pubblica Amministrazione di smaltire i ritardi nell'evasione delle pratiche accumulati in epoca pre Covid-19».

Sono mancati secondo Pecci controlli sulla produttività del lavoro in smart working. Pecci chiede di «cambiare il sistema burocratico della sanità regionale per dare spazio all'efficienza, alla produttività, alla flessibilità ed alla responsabilizzazione mettendo in chiaro gli obiettivi che siano il frutto dell'accordo di tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione». Chiosa il consigliere della Lega: «Occorre prendere di petto i punti cruciali che creano ritardi nella somministrazione dei servizi sanitari ed agire senza aspettare altro tempo perché qualcuno potrebbe dimenticare che la tutela della salute è il diritto più importante nella vita di una persona».