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Rimini, operatori Rsa situazione insostenibile, la denuncia di Fp Cgil

"E' ora di dare un giusto riconoscimento ristabilendo condizioni lavorative sostenibili" dice il sindacato

Attualità Rimini | 09:00 - 10 Giugno 2020 Rimini, operatori Rsa situazione insostenibile, la denuncia di Fp Cgil

La difficile condizione dei lavoratori delle  RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) della provincia di Rimini è portata alla luce da una nota di Fp Cgil. I carichi di lavoro sono pesanti con turni spezzati e gravosi. Nel comunicato della sigla sindacale si segnala che, il calo dell'utenza non si è tradotto in un calo di carichi di lavoro. "è ora di dare un giusto riconoscimento ristabilendo condizioni lavorative sostenibili e retributive per le lavoratrici e i lavoratori delle RSA e delle CRA (Case Residenza Anziani)" si conclude la nota.


Di seguito la nota stampa di Fp Cgil Rimini

Veniamo informati da sempre più lavoratrici e lavoratori delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) della nostra provincia su carichi di lavoro pesanti determinati da turni spezzati e sempre più gravosi. Partendo dall'applicazione dei protocolli per il contenimento del Covid – 19, essa non può comportare un aggravamento delle condizioni lavorative degli operatori.

Abbiamo sempre sostenuto e sempre sosterremo che la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori è la condizione per tutelare la salute dei pazienti, ma dobbiamo dirci con altrettanta chiarezza che queste lavoratrici e questi lavoratori con il loro spirito di dedizione hanno sostenuto sulle loro spalle il peso delle fasi più acute dell'emergenza e continuano a farlo. Non ce la fanno più!

Nelle settimane che ci separano dai giorni più bui dell'emergenza, gli operatori della sanità e delle residenze sanitarie venivano chiamati “angeli” ed “eroi”. Striscioni fuori dalle strutture li esortavano a tenere duro e dichiaravano che tutto il Paese era con loro nella lotta quotidiana contro il virus. Oggi, questi “eroi” e questi “angeli” vivono condizioni lavorative incerte dettate anche dal fatto che in molte strutture, a causa del blocco degli ingressi, sono stati applicati amortizzatori sociali e il calo dell'utenza non si è tradotto affatto in un calo dei carichi di lavoro che talvolta vengono affrontati con meno operatori e con orari che non rispettano lo stacco di 11 ore di riposo tra un turno e l'altro.

Gli operatori sono coloro che hanno messo in pratica i protocolli, sono coloro i quali con diligenza e senso del dovere hanno operato quotidianamente in condizioni difficilissime, ebbene oggi sono provati, stanchi e a ciò si aggiunge il fatto che stanno vivendo una situazione di incertezza lavorativa.

Fino a quando, ci chiediamo, l'emergenza continuerà a condizionare così pesantemente queste operatrici e operatori? La situazione si sta facendo sempre più pesante: non parliamo di “eroi” e di “angeli”, è ora di dare un giusto riconoscimento ristabilendo condizioni lavorative sostenibili e retributive per le lavoratrici e i lavoratori delle RSA e delle CRA (Case Residenza Anziani).