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Gli amici del Rimini Calcio: "Chiediamo rispetto. No retrocessione a tavolino"

Una nota dell'associazione: "Il sistema rischia di perdere credibilità"

Sport Rimini | 15:05 - 31 Maggio 2020 Cristiana Capotondi, vicepresidente Lega Pro, ai tempi della visita al Rimini Calcio Cristiana Capotondi, vicepresidente Lega Pro, ai tempi della visita al Rimini Calcio.

L'associazione "Amici del Rimini Calcio", in una nota, chiede rispetto per la squadra biancorossa e un passo indietro del Consiglio Direttivo della Lega Pro: no alla retrocessione diretta, in Serie D, del Rimini, con 11 giornate ancora da giocare. Nella nota il direttivo dell'associazione fa riferimento alla visita al Rimini di Cristiana Capotondi, attrice e vicepresidente della Lega Pro, che fu simbolo dei buoni rapporti intercorsi tra la società di via XX Settembre e i vertici del campionato; e attacca Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, che in una lettera a Grassi si definì "umile servitore della vigna" e che promise di tutelare le "tante mele buone, eliminando le mele marce", in riferimento alle società che non rispettavano le regole, a differenza del Rimini, che si è distinto, durante la gestione Grassi, per il puntuale adempimento agli oneri economici. Ora invece il Rimini è tra le società che rischiano la retrocessione a causa di una decisione, apparsa a molti, contraria allo spirito dello sport. Di seguito la nota degli Amici del Rimini Calcio.

Chissà se il buon Francesco segue ancora – con interesse grande, scriveva lui – quello che succede a Rimini. Chissà se Cristiana gli racconta ancora di quando è venuta a Rimini, a novembre 2018.
Li immaginiamo con immutato entusiasmo al tavolo del Consiglio direttivo, pronti a controfirmare la proposta che ci vorrebbe retrocessi a tavolino – così zelanti ad adempiere alle direttive del gran capo di via Allegri.

“Obbedisco”.

La serie A non può fermarsi, altrimenti il pallone si sgonfia, il grande circo deve andare avanti. Show must go on. Poco importa se le tribune rimarranno vuote, l’importante è che ci siano le TV.

Il carrozzone così riparte e non ammette defezioni. Si torna in campo, si gioca! Da Cristiano a Scott Arlotti, che giochino tutti! Anzi, no. Giocare costa, e tanto, e allora.. idea!
Chi non ce la fa si può fermare, perde zero a tre o retrocede.
Grazie, com’è umano lei. L’importante è che trionfi il merito sportivo.

Ci sarebbe da ridere se non fosse che è tutto vero. Questa è la proposta che l’“umile servitore della vigna”, così si autodefinì Ghirelli in uno scambio epistolare con il presidente Grassi, porterà
in Consiglio Federale l’8 giugno. Nella stessa lettera scriveva “[Noi Lega Pro] dobbiamo avere regole certe e non deroghe. Dobbiamo semplicemente espungere le mele marce affinché le mele (tante) buone non marciscano per contatto”. Era il dicembre 2018. E’ passato del tempo ma crediamo che non si possa derogare a certi principi a seconda della contingenza, pure se eccezionale come quella generata dal Covid-19. Ne va della credibilità dell’intero sistema, e dello sport tutto.

Abbiate dunque rispetto per lo sport, e i suoi valori fondanti.
Abbiate rispetto per il Rimini. Abbiate rispetto per la città di Rimini.

No alla retrocessione in D a tavolino!