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Il virus frena il volontariato, l'Aism di Rimini cerca fondi per assistere i malati di sclerosi multipla

Oggi è la giornata mondiale della Sclerosi multipla: una riflessione con la presidente Montanari

Attualità Rimini | 08:17 - 30 Maggio 2020 Un banchetto per vendere la gardensia dell'Aism allestito alle Befane lo scorso anno, una delle principali fonti di ricavo per l'associazione Un banchetto per vendere la gardensia dell'Aism allestito alle Befane lo scorso anno, una delle principali fonti di ricavo per l'associazione.

di Francesca Valente

Dopo la prima fase di gestione della crisi socio-sanitaria, in cui molte delle donazioni sono giustamente confluite a favore di enti e associazioni impegnati in prima fila nell'assistenza e nell'emergenza, in questa seconda fase di convivenza con il virus torna al centro il tema degli aiuti economici al terzo settore più in generale, quello che ha dovuto frenare molto la sua carica solidale e che ha cercato di convertire il più possibile i suoi servizi in digitale in ossequio alle misure di precauzione e distanziamento sociale, facendo però perdere a soci e utenti parte del valore stesso della propria attività. È il caso dell'associazione italiana slerosi multipla (Aism) che anche a Rimini ha dovuto sospendere molti dei suoi servizi, tra cui la ginnastica assistita o i trasporti anche per commissioni considerate meno urgenti seppur stringenti, come fare la spesa.

Così nel giorno in cui si celebra in tutto il mondo la lotta contro questa malattia neurodegenerativa che colpisce più le donne degli uomini, la presidente Stefania Montanari ci spiega come è cambiata l'attività della sezione riminese da fine febbraio a oggi.

Quante persone conta l'Aism di Rimini
«La nostra associazione poggia su un direttivo di sette persone, ha la sua sede a Riccione ma assiste malati e familiari in tutta la provincia. Parliamo di circa un centinaio di soci cui va intrecciato con un bacino potenziale 600 persone statisticamente affette dalla malattia nel Riminese, perché non tutti si curano in ospedale e non tutti si rivolgono all'Aism. Io sono presidente dal 2018 dopo essere entrata nell'associazione come operatrice in servizio civile ed esservi rimasta da allora, facendo anche la vicepresidente».

Quali sono i vostri servizi in tempi "normali"?
«Abbiamo una sezione aperta tutti i giorni con una dipendente presente e formata per dare informazioni circa tutto ciò che riguarda la malattia, dai diritti alle cose pratiche, come richiedere la 104. Facciamo trasporti sia per attività ospedaliere o terapiche, sia per attività personali, come fare la spesa. C’è anche una psicologa di sezione che dà supporto e sia a Rimini sia a Riccione vengono organizzati corsi di ginnastica adattata per persone affette dalla patologia, tenuti da operatori qualificati. Tutti servizi gratuiti, che riusciamo a garantire grazie alla generosità di soci, donatori e sostenitori, come la Famija Arciunesa che ci aiuta sempre con grande generosità ma che in questo periodo ha veicolato i suoi aiuti agli ospedali e alle associazioni di volontariato impegnate in prima fila nell'emergenza coronavirus».

E ora?
«Abbiamo perso l'occasione di vendere le nostre gardensie a cavallo dell'otto marzo, la nostra principale raccolta fondi annuale, inoltre abbiamo chiuso praticamente subito la nostra sede, che si estende per 400 metri quadriati e che non sappiamo quando riaprire, visto che sanificarla è un costo che al momento non ci possiamo permettere. Grazie a due giovani in servizio civile riusciamo a garantire i trasporti ma solo quelli essenziali, per visite mediche e ritiro farmaci. Il servizio di consulenza e assistenza è soltanto a distanza. Insomma abbiamo dovuto sospendere gran parte dei servizi che offrivamo».

C'è un modo per potervi aiutare?
«Il 19, 20 e 21 giugno ci sarà la consegna delle erbe aromatiche direttamente a domicilio in tutta la provincia: per prenotare la propria pianta basta chiamare il 335 7642764. Chiediamo un contributo minimo di 10 euro, un piccolo aiuto per garantirci di andare avanti. Ci stiamo appoggiando sul passaparola per raccogliere fondi, senza i quali la nostra sezione sarebbe destinata a chiudere».


Un po' di dati e un po' storia
In Emilia Romagna si stima che oltre 8500 persone siano colpite da questa grave malattia, purtroppo in aumento. La sezione Aism di Rimini nasce come gruppo operativo della sezione di Forlì nel 1989 grazie all’impegno, alla costanza e alla determinazione di una giovane donna colpita da questa grave malattia, che, grazie alla sua tenacia e al coinvolgimento di un numero sempre maggiore di persone con Sm e di volontari riesce ad ottenere in comodato d’uso dall’amministrazione comunale di Riccione l'attuale sede, in un’ala della palestra comunale di viale Abruzzi 46. Nel 1995 acquisisce autonomia, diventando sezione provinciale di Rimini.