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Coronavirus, gli operatori di Casa Valloni: "Colpiti dalle accuse, ma tanti ci hanno sostenuto"

Gli operatori evidenziano di aver fatto il possibile, travolti in piena emergenza

Attualità Rimini | 17:03 - 29 Maggio 2020 Insegna Casa Valloni Insegna Casa Valloni.

Lettera aperta di ringraziamento, ma anche di difesa, degli operatori di Casa Valloni, a tre mesi dallo scoppio dell'epidemia di Sars-CoV-2 in Provincia di Rimini. Gli operatori esprimono in primis il loro rammarico per il focolaio scoppiato nella struttura di Via Di Mezzo a Rimini: "E' stato tutto molto veloce, tanto da non poter neppure accompagnare le persone al fine vita, permettendo quella vicinanza con il familiare che fino al Covid-19 curavamo con tanta attenzione". L'emergenza si è aggravata dal contagio subito anche dagli operatori: "Nella nostra esperienza abbiamo visto tante volte gli operatori venire al lavoro nonostante un malessere o una leggera influenza o rientrare dopo pochi giorni di assenza, per poter essere di aiuto, per dedizione e motivazione al servizio per gli altri. Con il Covid-19, questo non è possibile, l’assenza dal servizio va dai 45 ai 60 giorni, perché questi sono i tempi per risultare guarito e poter rientrare e per alcuni gli esiti comportano un lungo e difficile recupero fisico-psichico". Gli operatori evidenziano di aver fatto il possibile, travolti in piena emergenza, "mettendo in campo tutte le risorse possibili per affrontare qualcosa di una portata mai sperimentata, dove le indicazioni assistenziali e sanitarie si costruivano giorno per giorno, facendone esperienza". Settimane durissime, tra "turni lunghissimi, saltando riposi e festività, con la preoccupazione costante e il bisogno di dare di più, oltre al massimo". E il dolore "di sentirsi accusati di non avere fatto abbastanza, la perdita del sonno e la difficoltà a mantenere la lucidità necessaria". Gli operatori hanno parole di critica verso chi "colpiva con parole accusatorie", mentre "tanti riminesi ci hanno teso la mano e ci hanno fatto sentire una vicinanza ed un sostegno che ci ha aiutato ad andare avanti giorno per giorno". Evidenziano gli operatori: "Molti lo hanno fatto con pensieri quotidiani di affetto, tanti raccogliendo fondi e donando le preziose, in alcuni momenti introvabili, mascherine". La lettera aperta si conclude con il ringraziamento a tutte le imprese, le amministrazioni comunali, gli enti e le associazioni che hanno fatto donazioni durante la fase dell'emergenza.