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Furti nelle chiese di Imola: un 35enne all'epoca domiciliato a Rimini il responsabile

Bilancio del 2019 dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

Cronaca Rimini | 14:45 - 29 Maggio 2020 Auto dei Carabinieri (foto di repertorio) Auto dei Carabinieri (foto di repertorio).

Nel 2019, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Bologna hanno impresso maggiore impulso all’attività preventiva, incrementando, rispetto all’anno precedente, le verifiche sulla sicurezza anticrimine di musei – biblioteche e archivi (+ 25%), i  controlli e la vigilanza in particolare alle aree archeologiche (+84,6 %), a quelle tutelate da vincoli paesaggistici e monumentali (+101%), nonché a mercati e fiere antiquariali (+8,3%) dell’intera regione. Oltre 1478 sono stati i beni controllati nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC di Roma: si tratta, principalmente, di opere d'arte poste in vendita da privati attraverso case d'aste o siti internet e collezioni di reperti di interesse archeologico.  Per ciò che concerne il territorio riminese, il 23 gennaio 2019 è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 35enne pregiudicato, all’epoca domiciliato a Rimini, in relazione a due colpi avvenuti a Imola. Il primo nel marzo 2018, nel Santuario della Beata Vergine delle Grazie, quando il 35enne si è impossessato di svariati oggetti in oro e metallo donati dai fedeli come ex voto; il secondo  nel luglio 2018, nella Chiesa di San Giacomo del Carmine, quando l'uomo rubò la corona di lamina dorata posta sull’icona della Madonna del Pratello.